Wout Weghorst deriso per i misteriosi gesti durante Twente-PSV: ma hanno base scientifica
Domenica si è giocato a Enschede il match di Eredivisie tra Twente e PSV, finito con la vittoria contro pronostico dei padroni di casa: un 3-2 che appaia ora le due squadre al terzo posto in classifica dietro AZ e Feyenoord, con l'Ajax subito dietro. La seconda rete del Twente è stata messa a segno dall'eterno bomber Wout Weghorst, che a 34 anni continua a riempire i tabellini: arrivato in estate dall'Ajax, il nazionale olandese è già a quota 6 gol realizzati nelle prime 12 partite stagionali.
Weghorst peraltro è diventato virale nelle ore successive al match non per il gol segnato, ma per alcuni misteriosi gesti compiuti prima del fischio d'inizio del secondo tempo: ha iniziato a muovere in maniera apparentemente sconclusionata dita, mani e braccia, una scena che gli ha attirato parecchie prese in giro sui social, tra "internatelo" e "narcisista con un disturbo della personalità drammatico".
Ci ha pensato qualcuno a far notare quello che pochissimi sapevano o avevano capito, ovvero che Weghorst non era impazzito tutto a un tratto, ma invece stava mettendo in pratica scientemente una serie di gesti coordinati, alcuni non facili per chi non è allenato a farli: puntando le dita in direzioni diverse, cambiando segno da una mano all'altra, battendo le mani e infine muovendo le braccia.
Cosa sono i gesti fatti da Weghorst in campo
Si tratta di esercizi di "neuro-attivazione", la cui idea di base è stimolare il sistema nervoso per migliorare la coordinazione e la concentrazione. Un concetto che si fonda sul principio della neuroplasticità, ovvero la capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all'esperienza e all'apprendimento. Partendo da questo assunto, movimenti specifici – soprattutto quelli che incrociano la linea mediana del corpo o richiedono coordinazione notevole con le due mani – aiutano a creare o rafforzare connessioni neurali, con effetti positivi tra le altre cose sulla precisione dei passaggi e dei tiri.
Weghorst peraltro non è il solo a usare routine di questo tipo: anche altri calciatori usano esercizi simili sia nel riscaldamento che in momenti di attesa per ‘accendere' il cervello prima o durante la partita. Altro che "da internare", il buon Wout sapeva esattamente quello che faceva: il suo gol del momentaneo 2-2 – molto pregevole per lo scambio coi compagni che lo ha messo da solo davanti al portiere – è arrivato proprio nel secondo tempo, prima che Weidmann mettesse a segno la rete del definitivo 3-2 per il Twente.