Vinicius rischia la stangata per la tirata di capelli a Saliba: l’articolo 103.2 è una sentenza

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Vinicius espulso per la tirata di capelli a Saliba, rischia la stangata.
La frase decisiva nel referto dell’arbitro di Real Madrid-Villarreal: “senza palla in disputa”. E le proteste aggressive verso il direttore di gara dopo il rosso attivano un altro articolo.

Vinicius rischia di pagare cara la tirata di capelli a Saliba. Un atto tanto sciocco, perché pensare che in epoca VAR la si possa ancora fare franca è da ingenui. Un atto irresponsabile, per le conseguenze disciplinari: due, forse anche tre giornate di squalifica è la sanzione che prenderà da regolamento per quanto accaduto col Villarreal. E rischia sia aggravata anche dal comportamento avuto dopo l'espulsione per le proteste plateali nei confronti del direttore di gara. Il brasiliano salterà quasi sicuramente il Clasico con il Barcellona, oltre alla sfida col Siviglia e a quella (in caso di provvedimento senza sconti) col Racing Santander.

Perché è condotta violenta: lo dice l'articolo 12 del regolamento

Vinicius aveva pienamente torto per quel gesto insensato, commesso a palla lontana (con la chiara intenzione di ostacolare il difensore) e che ha portato anche all'annullamento del 2-0. Un atteggiamento punito dall'articolo 12 del regolamento IFAB: non è un semplice fallo, è condotta violenta. E aver agito senza nemmeno ci fosse una palla contesa, usando una forza eccessiva, ha fatto tutta la differenza per il rosso diretto. "Senza che il pallone fosse in disputa tra loro", è il passaggio decisivo nel referto dell'arbitro: in buona sostanza sta dicendo all'organo disciplinare che quella era una forma di violenza gratuita.

Cosa rischia e perché salta il Clasico col Barcellona

A rendere complesso e più severo il ventaglio delle sanzioni a cui va incontro Vinicius sono alcuni articoli del Codice Disciplinare della RFEF (la federcalcio spagnola). Un gesto come tirare i capelli non è ritenuto un normale contrasto di gioco né può essere interpretato come una spinta vigorosa per avere un vantaggio di posizione. È qualcosa di più grave, considerate le circostanze: ecco perché l'attaccante del Real Madrid non incorre nell'articolo 130 (condotta violenta legata al gioco) per il quale avrebbe rischiato almeno una giornata di squalifica. Il caso specifico rientra tra le fattispecie previste dal comma 2 dell'articolo 103 (condotta violenta pura o comportamento antisportivo): per il danno deliberato provocato al di fuori del gioco normale la punizione può essere di 2, 3 turni di stop. Ed è una sentenza.

Ad aggravare la situazione per la punta sudamericana c'è anche un altro fattore: il comportamento "aggressivo e veemente" verso l'arbitro tenuto subito dopo il cartellino rosso. Solo grazie all'intervento di alcuni compagni di squadra (Valverde e Tchouameni) ha evitato guai peggiori. Lo scatto di nervi manifestato con una protesta plateale porta la valutazione disciplinare su un altro piano: le sanzioni previste per proteste o disprezzo nei confronti dell'autorità arbitrale indicate nell'articolo 124 dello stesso Codice RFEF. Si salva solo perché nel verbale l'arbitro ha descritto la sua sfuriata "senza poter apprezzare espressione concreta", ovvero senza registrare insulti diretti o offese gravi riscontrate oggettivamente. Altrimenti la stangata sarebbe stata anche più grave.

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