Malen espulso a Como, quante giornate rischia: il regolamento dice una, ma occhio al Napoli

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L’attaccante della Roma punito col rosso diretto per l’intervento su Kaiki. Quante e quali partita rischia di saltare? Lo scenario più probabile da regolamento è prefigurato dall’articolo 9 comma 7.

Roma–Como si accende al 53′ quando l'arbitro Fabbri estrae il rosso diretto ed espelle Donyell Malen. Il direttore di gara non ha alcun dubbio: l'intervento in scivolata, con piede a martello sulla gamba di Kaiki, lo reputa un fallo grave. L'attaccante olandese non ci crede, Gasperini protesta ma la dinamica dell'azione mostrata al replay spiega cosa ha convinto il fischietto a prendere quella decisione: è vero che il calciatore sfiora il pallone ma lo fa con la gamba troppo alta. Il VAR non interviene, la scelta viene considerata giusta a termini di regolamento. Adesso la domanda è: quante giornate di squalifica rischia? L'ipotesi più probabile è che sia solo una per grave fallo di gioco.

La risolutezza di Fabbri, che in un secondo momento è costretto a lasciare il campo per un infortunio al ginocchio, fa il paio con un provvedimento dubbio (non) preso alla fine del primo tempo: il contatto tra Wesley e Diao lanciato a rete ritenuto non falloso e che suscita perplessità per la dinamica dell'azione, come sottolineato da Luca Marelli a DAZN in diretta TV ("era ammonizione da SPA, non c'era rosso da DOGSO").

Quante giornate di squalifica rischia Malen

Quante e quali partita rischia di saltare Malen dopo l'espulsione a Como? Dipende tutto da cosa Fabbri scrive nel referto e dall'interpretazione del Giudice Sportivo. Seguendo i casi indicati dal regolamento, gli scenari sono 3 e il più probabile è il primo. Vediamo quali sono:

Malen fermato per una giornata, torna contro il Napoli. Se viene valutato come grave fallo di gioco, ossia un contrasto duro ma sempre per contendere il pallone, scatta l'automatismo minimo previsto all'articolo 9 comma 7. Salta solo Roma-Genoa, rientra a Napoli.

Malen squalificato per 2 turni, salta anche il Napoli. Un'ipotesi del genere è legata all'interpretazione del Giudice Sportivo: se opta per la condotta gravemente antisportiva ritenendo vi siano stati vigoria sproporzionata e pericolo per l'avversario, allora il parametro di valutazione per la sanzione è quello indicato all'articolo 39 comma 1. Minimo 2 giornate. Fuori con Genoa e Napoli.

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Lo scenario peggiore: Malen stoppato per 3 o più giornate. È la situazione sicuramente più penalizzante per l'olandese e per la Roma prevista dall'articolo 38 comma 1. Si può prefigurare in caso di condotta violenta particolarmente grave. Un provvedimento eccessivo perché presuppone la reale intenzione di far male a un avversario e comporta almeno 3 gare di stop. In questo caso Malen salterebbe Genoa, Napoli e Cagliari.

L'altro caso: Diao steso da Wesley, perché non era DOGSO

In chiusura di primo tempo ci sono le proteste, anche veementi, del Como per un intervento di Wesely su Diao lanciato a rete. Fabbri lo ritiene al limite ma lascia correre, non ravvisando gli estremi per un fallo. Il VAR non lo richiama. Marelli a DAZN è chiaro: "Manca un giallo e un fallo per il Como per il fallo di Wesley su Diao". Ma non c'è ipotesi di DOGSO.

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Il contatto tra Wesley e Soulé che ha fatto infuriare il Como.

Perché si prefiguri un DOGSO (acronimo di Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity) che comporta un rosso diretto sono necessari i 4 criteri disciplinati all'interno dell'articolo 12 su falli e scorrettezze: distanza, direzione verso la porta, controllo del pallone, posizione e numero dei difensori. Se ne manca uno, al massimo si può considerare l'ipotesi di SPA (Stopping a Promising Attack) e il colore corretto del cartellino è il giallo. Per Marelli ci sono 3 criteri su 4. Quello decisivo è relativo alla posizione di Ndicka che "era a centro area che avrebbe potuto recuperare".

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