A piccoli, piccolissimi passi il calcio italiano prova a ripartire. Dopo la ripresa degli allenamenti individuali nei giorni scorsi, si attende ora un nuovo segnale positivo. Nelle prossime ore dal comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile dovrebbe arrivare il via libero definitivo agli allenamenti degli sport di squadra a partire da lunedì 18 maggio. Anche per Serie A e Serie B, gli unici campionati italiani che ancora resistono nella speranza di concludere la stagione. Ma non alle condizioni che auspicava la Federcalcio in un primo momento.

I confronti tra gli esperti del governo e la commissione medica della Figc hanno prodotto, a fatica, un compromesso sul punto più critico del protocollo allestito in Federcalcio: la procedura da seguire in caso di nuovo contagio all'interno del ‘gruppo squadra', l'insieme formato da calciatori, staff e dirigenti a stretto contatto con il campo. Non è passata la linea proposta dalla Figc nella prima stesura del protocollo. Il CTS non ha mai aperto alla possibilità che venisse isolato il solo individuo positivo, circostanza che avrebbe permesso alle squadre di portare avanti sia gli allenamenti che il campionato con un buon margine di riuscita. Anche il calcio, come invocato dal presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi, dovrà rispettare le regole previste per tutti i cittadini: in caso di positività, dovranno andare in quarantena tutte le persone che sono state a stretto contatto con il soggetto in questione. Nel caso degli allenamenti, tutto il ‘gruppo squadra'.

È immediatamente chiaro quanto, con queste premesse, resti comunque complicata la ripresa del campionato e soprattutto il suo completamento. Un nuovo caso positivo metterebbe in quarantena un'intera squadra, fermando per due settimane allenamenti e soprattutto impegni ufficiali. La prospettiva di nuovi rinvii e un calendario – già iper-compresso di suo – da rivedere ulteriormente renderebbe impossibile portare a termine la stagione. Almeno nei tempi, serrati, dettati dall'Uefa.

Per il calcio italiano è comunque l'unica strada da percorrere, nel tentativo di tornare in campo e non mandare all'aria un'intera annata. La fiducia dei club di Serie A si poggia su un delicatissimo equilibrio: l'attività di screening condotta negli ultimi giorni – che ha portato a galla numerosi casi di positività – è mirata ad allestire gruppi di calciatori negativi in vista della ripresa degli allenamenti. Resta un programma un ritiro blindato di svariate settimane che preserverebbe calciatori e staff da qualsiasi rischio di contagio. Almeno fino alla ripresa del campionato, ad oggi ancora lontana, al punto che non si è discusso nel dettaglio un protocollo ad-hoc come quello studiato per gli allenamenti. Da lì in avanti basterebbe un nuovo contagio per fermare di nuovo tutto.