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Ventura: “Quando l’Italia ha perso i Mondiali con la Macedonia, ho ricevuto 200 telefonate a mezzanotte”

Gian Piero Ventura racconta cosa accadde al fischio finale di Italia-Macedonia del Nord, quando la Nazionale di Mancini fallì la qualificazione ai Mondiali come aveva fatto la sua.
A cura di Paolo Fiorenza
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Mancano pochi giorni alla semifinale del playoff che potrebbe consentire all'Italia di acciuffare all'ultimo tentativo la qualificazione ai Mondiali 2026 e inevitabilmente, assieme all'Irlanda del Nord (avversario oggettivamente non irresistibile, ben più difficile l'eventuale finale in trasferta contro la vincente tra Bosnia e Galles) si materializzano i fantasmi degli ultimi due fallimenti delle nazionali di Ventura e Mancini, fatte fuori dai Mondiali 2028 e 2022 rispettivamente da Svezia e Macedonia del Nord.

Gian Piero Ventura si è ritirato nel 2021 dopo aver chiuso la carriera di allenatore alla Salernitana, oggi a 78 anni è in ottima forma e in pace con sé stesso, e tuttavia qualcosa di quello shock che colpì il calcio italiano come una secchiata d'acqua gelida gli è rimasto dentro. Il tecnico genovese confessa che aveva sensazioni non buone fin dall'inizio della sua avventura in azzurro nel 2016 come successore di Antonio Conte.

Gian Piero Ventura ammette: "Già dopo 20 giorni mi sono pentito di aver accettato l'Italia"

"Ho il rimpianto di non essere andato altrove – racconta Ventura al podcast della ‘Gazzetta dello Sport' – Io avevo ancora due anni di contratto con il Torino e una proposta di tre anni da una squadra importante. Poi arriva la Nazionale. I miei collaboratori, ne devo dare atto, mi dicevano: ‘Non andiamo in Nazionale, andiamo nella squadra di club'. All'esterno spingevano tutti perché io andassi, poi c'era Marcello Lippi che a quei tempi doveva collaborare. Tutti che ti dicevano: ‘È la ciliegina sulla torta di una carriera'. Insomma, quelle sciocchezze che lasciano il tempo che trovano. Me ne sono pentito, ma non dopo l'eliminazione con la Svezia. Io mi sono pentito dopo 20 giorni che ero lì. Ho capito che non era un posto mio. Tant'è vero che io avevo detto ai miei collaboratori: finiamo quest'anno e andiamo a casa".

Gian Piero Ventura con Gigi Buffon dopo lo 0–0 di Italia–Svezia che escluse gli azzurri dai Mondiali 2018
Gian Piero Ventura con Gigi Buffon dopo lo 0–0 di Italia–Svezia che escluse gli azzurri dai Mondiali 2018

"Non ero soddisfatto perché non non facevo il calcio che mi piaceva, poi non potevo incidere più di tanto – spiega Ventura – E tutto quello che chiedevo non mi veniva dato. Io volevo fare delle amichevoli contro squadre di portata bassa per poter lanciare i giovani, per poter verificarli. Le mie amichevoli sono state contro Germania, Francia. E se perdevi… noi abbiamo perso una partita, un'amichevole con la Francia, dopo 48 ore che ero stato nominato. Una catastrofe, perché avevo perso un'amichevole con la Francia campione del mondo. Cioè quindi le mie amichevoli, Germania, Francia, Uruguay, Olanda, queste erano amichevoli. Quindi io avevo chiesto una partita, due partite, mi dicevano assolutamente ‘non è possibile', perché bisognava incassare. Insomma, c'erano altri problemi extra calcio. Quindi non facevo tutte cose che non facevano parte né della mia storia, né delle mie capacità, né delle mie possibilità".

Nessuna rivincita il fallimento dell'Italia di Mancini: "Il telefono squillava ininterrottamente, non ho risposto"

Il tecnico ligure racconta come non abbia vissuto come una rivincita personale il successivo disastro della mancata qualificazione dell'Italia di Mancini ai Mondiali del 2022 in Qatar: "No, io appartengo a un'altra generazione. Quando l'arbitro ha fischiato la fine contro la Macedonia del Nord, io ho ricevuto non meno di 200 telefonate a mezzanotte e mezza. Squillava ininterrottamente, fino a che ho dovuto staccare la spina perché era impossibile resistere. Squillava il cellulare, il fisso, tutto squillava. Non ho risposto a nessuno. Non ho risposto a nessuno perché ci sono dei motivi, ma nel calcio si può vincere e si può perdere".

Ventura oggi a 78 anni, si è ritirato 5 anni fa
Ventura oggi a 78 anni, si è ritirato 5 anni fa

L'amarezza è ancora palpabile nelle parole di Ventura: "Dopo la Macedonia molti hanno detto che è stato un incidente di percorso. Molti hanno detto ‘la responsabilità è di tutti'. Quello perché con me era la prima volta, la responsabilità è stata di uno, ma molti che sono stati tra virgolette scorretti, oggi alcuni, non tutti, dicono: ‘Beh, forse abbiamo esagerato. Abbiamo esagerato perché non abbiamo riflettuto'. Li capisco perché era sull'onda della mancata qualificazione. Avrei voluto che questo non succedesse, non avrebbe dovuto succedere né con me né con qualcun altro. Ma se questo serve – a oggi no, non è servito – ma se questo fosse servito, mi auguro che faccia riflettere qualcuno a parlare di nuovo di calcio, a parlare di nuovo di che strada seguire per ricostruire il calcio, quindi i talenti, la qualità, la tecnica, l'entusiasmo".

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