Vasquez non doveva nemmeno giocare, poi para un rigore a Bruno Fernandes: il regolamento lo beffa
Nessuno vorrebbe essere adesso nei panni di Vasquez. Il portiere della Roma è passato da una serata da sogno a una da incubo in un battito di ciglia. Un attimo prima para il rigore a Bruno Fernandes e salva il risultato in Champions. Un attimo dopo il VAR, il regolamento e un piede sulla linea di Cristante rovinano tutto. Anche il suo debutto. E il giorno dopo fa ancora più male, non solo per la sconfitta subita in rimonta e perché quei gol li ha presi lui. Capita. Ai portieri tocca spesso l'onere di alzare il capo per rivedere "l'amara luce". Lui lo sa. Ma il destino sa essere davvero beffardo, nel suo caso gli ha servito uno scherzo coi fiocchi.
Svilar è fuori uso per infortunio. Gollini non può giocare. D'un tratto, il colombiano che a Manchester era andato per fare atto di presenza da terzo tra i pali, convinto che alla partita avrebbe preso parte solo da spettatore, si ritrova catapultato in prima linea. In Serie A non gioca da due campionati, l'ultima esperienza risale all'Empoli (2024-2025). Il Milan, che lo ha portato in Italia, non ha mai avuto veramente fiducia in lui spedendolo in prestito altrove. Lo stesso Gasperini lo valuta male. Poi gli dicono: tocca a te. E Vasquez non ha nemmeno il tempo di farsela sotto: mette i guanti, va in campo. Al 55° Gil Manzano fischia il penalty (discusso) per il Manchester United. Fernandes va sul dischetto. Quello che dagli undici metri è un cecchino. Vasquez resta fermo, poi chiude gli occhi e si tuffa. E para davvero. Per una manciata di secondi è l'eroe, il protagonista indiscusso di una storia assurda. Poi il check e il fischio dell'arbitro lo ammazzano. Si ripete, come se non fosse successo niente.

A rovinare tutto è Cristante per ‘colpa' di una regola che gli ufficiali di gara applicano in maniera fiscale. È dura da accettare, ma è così. Il centrocampista della Roma vede la respinta, scatta in avanti per spazzare via il pallone prima che un avversario ci arrivi. Anticipa tutti, vince il contrasto. Fa quello che deve fare. Solo che lo fa un attimo troppo presto. Era entrato in area prima del tiro: i suoi piedi erano sulla riga che delimita l'area di rigore. Un dettaglio che a occhio nudo non vedi nemmeno. Ma è quel piede che fa ripetere tutto.
E qui arriva la parte più crudele. È il regolamento. Nessuno, a parte portiere e rigorista, può stare in area prima del tiro. Ma l'invasione non si punisce sempre. L'IFAB dice: "Un compagno di squadra del portiere viene sanzionato per invasione di campo solo se l'invasione ha chiaramente influito sul tiratore; oppure se il giocatore che invade gioca la palla o contende la palla a un avversario e ciò impedisce agli avversari di segnare, tentare di segnare o creare un'occasione da gol". Cristante ha fatto esattamente questo. Fernandes non sbaglia una seconda volta. Vasquez torna nell'oblio a fare il terzo portiere.