Valles ferma Mbappé dagli 11 metri: “L’ho distratto prima del tiro”, poi l’urlo in faccia al francese

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La tattica di Alvaro Alves prima del rigore, l’errore dal dischetto di Mbappé e il faccia a faccia in campo: cos’è accaduto in Real Betis-Real Madrid nei concitati minuti di recupero.

Nella cornice dello Stadio La Cartuja di Siviglia, il Real Madrid è incappato nella sua prima vera battuta d'arresto stagionale, cedendo per 1-0 contro uno stoico Real Betis. Ma dopo il vantaggio andaluso firmato da Troy Parrott all'81', i Blancos si sono ritrovati in pieno recupero con la massima occasione per pareggiare i conti: un calcio di rigore. Sul dischetto si è presentato Kylian Mbappé, specialista che viaggia con medie realizzative quasi impeccabili ma che questa volta è finito nella "trappola" di Alvaro Valles, portiere del Betis che gli ha parato il tiro per poi scatenare un furioso faccia a faccia in campo. Svelando nel post gara come ci si riuscito: "Gli ho parlato molto prima del rigore, l'ho distratto quanto bastava".

La trappola psicologica di Valles su Mbappè, poi l'urlo in faccia

Come mostrato chiaramente dalle riprese televisive e dai video circolati sui social, prima che Mbappé calciasse, il portiere del Betis Alvaro Valles ha messo in scena una vera e propria guerra psicologica con l'attaccante francese, vincendola. Un condizionamento che è proseguito per tutti gli istanti precedenti al rigore poi risultato decisivo per la vittoria del Betis muovendosi in modo irregolare in porta e ritardando la battuta, infastidendo Mbappè. Il risultato è stato perfetto: parata elastica sul tiro rasoterra e non sufficientemente angolato, distendendosi sulla sua sinistra respingendo la palla.

Infine, l'urlo in faccia a Mbappé: in preda al furore agonistico, non appena la palla è schizzata via liberando l'area, Vallés si è rialzato di scatto sfogando tutta la tensione con un urlo liberatorio a pochissimi centimetri dal volto di Mbappé, sfiorando il corpo a corpo, col francese che lo ha respinto immobile e incredulo.

Alvaro Vallés svela il "trucco" anti-Mbappè: "L'ho distratto quanto è bastato"

Nel post-partita ai microfoni delle emittenti spagnole, l'estremo difensore del Betis ha spiegato nei dettagli la sua tattica psicologica, ammettendo la strategia vincente pur ridimensionando poi i toni accesi della sua reazione: "Sapevo che Kylian è quasi infallibile dagli undici metri se lo lasci ragionare. Ho cercato di innervosirlo, l'ho distratto prima del tiro muovendomi sulla linea e facendo un po' di scena per togliergli certezze. Quando un campione così batte un rigore al 95′, l'unica chance che hai è entrare nella sua testa e questo è bastato".

Sul caloroso faccia a faccia finale, Vallés ha poi gettato acqua sul fuoco: "L'urlo in faccia? È stata solo la scarica di adrenalina del momento, un'emozione pura per aver salvato il risultato al novantacinquesimo contro la squadra più forte del mondo. Nessuna mancanza di rispetto verso Mbappé, che resta un giocatore straordinario. In campo si vive d'impatto, finita la partita ci si stringe la mano."

Chi è Alvaro Vallés: il Man of The Match di Betis-Real

Alvaro Vallés non è comunque un nome spuntato dal nulla: tornato al Real Betis nell'estate 2025, dopo un'annata da gregario è tornato a essere decisivo nelle rotazioni titolari e anche contro il Real Madrid non si è limitato ad esaltarsi unicamente sul rigore: le statistiche ufficiali indicano che ha effettuato 5 parate decisive nell'arco dei 90 minuti, che gli sono valse non a caso anche il premio di Man of the Match.

Mbappè vittima del fattore campo e del ‘trash talking'

L'episodio di Siviglia ha riportato al centro del dibattito la rilevanza del fattore psicologico che gioca moltissimo dagli undici metri, anche per un fuoriclasse abituato a gestire pressioni mondiali come Mbappé, che ha percentuali dal dischetto attorno all'80%. L'influenza della vis agonistica avversaria, le perdite di tempo e le provocazioni hanno alterato la percezione del momento, caricandolo di responsabilità enormi, decisive, confermando che, oltre alla tecnica, i "trucchetti" psicologici restino un'arma letale anche nel calcio ai massimi livelli.

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