Kimi Antonelli e la storia della sua collana portafortuna: “Prima o poi finirà per strozzarmi”
Tra scaramanzia, routine e piccoli rituali scaramantici, il mondo dello sport è pieno di storie di portafortuna inseparabili. Quella di Kimi Antonelli, però, ha un sapore del tutto particolare. Il giovane pilota emiliano della Mercedes, fresco ventenne, non scende mai in pista senza la sua fedele catenina: un amuleto a cui non intende rinunciare, anche se l'incredibile trasformazione fisica richiesta dalla Formula 1 sta rendendo sempre più difficile indossarla.
Questo cimelio vale molto per il talento della Mercedes che ne ha parlato, spiegando la sua storia. Kimi Antonelli non si separa dal 2019 da questa catenina che ha un pendente particolare, quando ancora sfrecciava sui go kart dimostrando di avere la stoffa del potenziale fuoriclasse dei motori. Fu la mamma a donargliela durante una vacanza come segno di buon auspicio per il futuro: "Mi è stata regalata in Sardegna al mare da mia madre". Un oggetto a cui Antonelli è molto legato affettivamente perché gli sblocca sempre un dolce ricordo. Il simbolo poi è un portafortuna da utilizzare soprattutto quando è in pista: "È una coda di balena e si dice che porti fortuna- spiega a GQ – Da allora l'ho sempre usata e l'ho sempre portata con me".
E non è proprio qualcosa di semplice visto che Kimi con il passare del tempo ha visto cambiare il suo fisico e in particolare proprio il collo: "Nel lontano, beh non così lontano, 2019-2020 che avevo questa catenina e poi da quando sono entrato in Formula 1 in cui ovviamente ti alleni il collo molto di più. Adesso questa catenina è diventata strettissima. Credo che prima o poi finirò strozzato da questa".
In sette anni e con l'approdo in Formula 1, Kimi Antonelli ha dovuto lavorare molto sul fisico per adattarsi alle nuove condizioni di gara. Sappiamo bene come proprio il collo sia una delle parti del corpo più sollecitate per i piloti. Durante le gare le forze G, ovvero le misure delle accelerazioni a cui è sottoposto il corpo rispetto all'accelerazione di gravità terrestre standard, impongono allenamenti specifici tutti i giorni per rinforzare proprio i muscoli del collo, che diventano molto robusti per sopportare vibrazioni e movimenti anche bruschi della testa coperta dal casco.
Insomma il salto dalle categorie propedeutiche alla Formula 1 non rappresenta solo uno step sul piano velocistico, ma anche qualcosa che impone una vera e propria trasformazione anatomica. E per questo spesso bisogna scendere a compromessi e rinunciare anche a collane e monili. Per ora Kimi Antonelli però non molla e porta ancora la sua catenina: il gioco vale la candela fino a quando non diventa eccessivamente pericoloso.