Una talpa nel Pallone d’Oro, forti sospetti dopo le scommesse vincenti sull’esatta classifica finale
Il risultato del Pallone d’Oro finisce sotto indagine. Dodici account avrebbero scommesso oltre 264mila dollari sulla classifica esatta dei primi cinque classificati, indovinando non soltanto il vincitore, ma anche tutte le posizioni successive. Una precisione che ha insospettito France Football, pronta ad avviare un'indagine interna e a coinvolgere le forze dell'ordine per fare luce su una possibile fuga di informazioni riservate. Le vincite complessive ammonterebbero a circa 149mila sterline.
Il prestigioso riconoscimento individuale del calcio mondiale si ritrova così al centro di un caso che potrebbe avere conseguenze importanti sulla sua credibilità. Al centro della vicenda ci sono alcune operazioni effettuate su Polymarket, piattaforma statunitense di pronostici basata sulle criptovalute, dove sarebbero stati movimentati ingenti capitali prima della cerimonia ufficiale.

L'aspetto più sorprendente riguarda la precisione delle previsioni: gli account avrebbero indicato esattamente l'ordine d'arrivo dei primi cinque classificati, con Harry Kane davanti a Kylian Mbappé, Lamine Yamal, Rodri e Lionel Messi. Una graduatoria che ha poi trovato una perfetta corrispondenza con il verdetto ufficiale.
Dodici account e oltre 264mila dollari: come sono nate le scommesse sospette
Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, sarebbero dodici gli account finiti sotto osservazione, creati tra il primo e il 20 ottobre, che avrebbero presentato modalità operative particolarmente simili, tanto da far ipotizzare che potessero essere gestiti dalla stessa persona o da un gruppo di individui collegati tra loro.
Alcuni dettagli hanno attirato l'attenzione degli investigatori: sette account non avrebbero mai partecipato ad altri mercati di scommesse, mentre sei avrebbero effettuato la prima puntata appena quindici minuti dopo la registrazione. Complessivamente, sarebbero stati investiti oltre 264mila dollari, concentrando le operazioni su un unico scenario: la vittoria di Kane e l'esatta composizione della top five.

Le scommesse avrebbero generato profitti vicini ai 200mila dollari, equivalenti a circa 149mila sterline e tra le operazioni ricostruite ce n'è anche una particolarmente significativa: un account avrebbe acquistato contratti sulla vittoria di Kane a 37 centesimi, rivendendoli successivamente a 67 centesimi. I fondi sarebbero poi stati utilizzati per puntare su specifici piazzamenti, tra cui il terzo posto di Lamine Yamal.
L'indagine avrebbe inoltre consentito di individuare alcuni trasferimenti di criptovalute e di risalire a una piattaforma francese utilizzata per finanziare le operazioni. Dopo aver ricevuto gli indirizzi dei portafogli digitali e i dettagli delle transazioni, la società avrebbe confermato di aver identificato il titolare di uno degli account coinvolti. La sua identità, tuttavia, non è stata resa pubblica e resta da chiarire se esistano collegamenti con gli altri profili sospetti.
France Football informa la polizia: il sospetto è una fuga di notizie o una talpa interna
È proprio la corrispondenza perfetta tra le scommesse e il risultato finale ad aver fatto scattare l'allarme. France Football, organizzatore del Pallone d'Oro dal 1956 attraverso il Gruppo Amaury, ha ricevuto le informazioni raccolte durante l'indagine e ha deciso di avviare verifiche interne: la vicenda è stata inoltre portata all'attenzione della polizia francese, chiamata a contribuire agli accertamenti.
Il punto centrale è capire se qualcuno possa aver avuto accesso in anticipo a informazioni riservate sull'esito del premio. Prima della cerimonia, infatti, l'organizzazione aveva assicurato che soltanto un numero ristretto di persone conoscesse l'identità del vincitore. Un principio di riservatezza che ora rischia di essere messo in discussione.

Già nei giorni precedenti alla premiazione, l'ex direttore di France Football, Pascal Ferré (qui intervistato da Fanpage.it), aveva sottolineato l'importanza di limitare al minimo il numero di persone a conoscenza del verdetto: "Come possiamo mantenere segreta l'identità del vincitore? Credo che un segreto ben custodito sia quello condiviso con il minor numero di persone possibile".
Adesso l'obiettivo è ricostruire la provenienza delle informazioni e verificare se dietro quelle puntate ci sia stato un accesso illecito a dati confidenziali. Al momento non esistono conclusioni definitive sulle responsabilità degli account coinvolti, ma la vicenda apre un interrogativo pesante sulla sicurezza delle procedure che accompagnano l'assegnazione del premio.