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Tutti gli errori che l’Italia e Gattuso non dovranno ripetere per evitare una figuraccia in Bosnia

La vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord lascia tanti errori nel primo tempo e un futuro tutto da scrivere contro la Bosnia, con vista sui Mondiali.
A cura di Jvan Sica
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Il primo scoglio, in qualche modo anche il più complicato per un'Italia che non ha una grande fiducia nei suoi mezzi (due Mondiali saltati e gli ultimi Europei giocati in quel modo restano in valigia), è stato superato battendo l’Irlanda del Nord.
La prima riflessione riguarda il peso da dare a questa vittoria. Ha un bel peso, non è un macigno che fa la nostra storia ma la gravità si sentiva forte durante la partita. Noi siamo una squadra media e come squadra media non ci è data per legittima superiorità alcuna vittoria, nemmeno contro questa Irlanda del Nord che era letteralmente una squadra di First Division dei primi anni ‘70: avevano una sola uscita possibile, palla alta e laterale con lanci da 70 metri. A questo pensiero poi bisogna aggiungere che nel primo tempo i nostri calciatori avevano una tensione addosso visibile anche a distanza. Poca fiducia, grande tensione, unita a gocce di vera e propria paura hanno portato a un primo tempo davvero brutto, brutto per tutti nessuno escluso.

Nella speranza che la prossima partita inizi per noi in altro modo, gli errori a cui dobbiamo guardare affinché non si ripetano sono diversi. In primo luogo, l’errore più importante per l’effetto che ha portato con sé nel primo tempo è l’aggressione degli avversari quando avviano la manovra. Sono venti anni ormai che si aggredisce alto, anzi altissimo, l’avversario, noi ancora non riusciamo a farlo in maniera coordinata e nessuno riesce a spiegare il perché, tenendo conto che ormai saper aggredire bene gli avversari in pressing è l’inizio di ogni calcio possibile.

Nel primo tempo ha giocato male Locatelli, il quale svolgeva funzioni praticamente da quarto inutile difensore con e senza palla e soprattutto non correva in avanti quando si liberavano le mezzali nordirlandesi. Questa è un’altra cosa che si fa da venti anni mentre noi ancora non riusciamo a liberarci dal tarlo del correre all’indietro invece di correre in avanti quando gli altri avanzano. Inoltre si abbassava troppo in fase di uscita palla e partivamo con una linea a quattro che in pratica toglieva due uomini a centrocampo, un salasso per chi deve portare avanti il pallone senza doverlo lanciare in avanti (unica via d’uscita che abbiamo avuto poi non riuscendo a uscire puliti).

La regia di Locatelli è stata macchinosa contro l’Irlanda del Nord.
La regia di Locatelli è stata macchinosa contro l’Irlanda del Nord.

Altro grave errore è il non aver sfruttato Calafiori nella sua capacità spuria di giocare da centrale, terzino, ala, mezzala e, volendo, anche regista. Per Arteta è un’arma tattica decisiva nel suo Arsenal, questa sera ha giocato da semplice e anche didascalico braccetto di sinistra perdendo ogni imprevedibilità. La catena di sinistra non ha funzionato affatto bene, con Dimarco e Tonali che ingolfavano gli spazi invece di liberarli per far galoppare i cavalli di Calafiori.

Poi bisogna assolutamente accelerare la manovra fin da subito. Siamo troppo lenti quando partiamo da dietro e questo comporta una squadra avversaria che ci blocca le uscite molto facilmente, copre ogni nostro calciatore offensivo e riesce addirittura a raddoppiare con facilità, come è successo sulle fasce. Noi già non brilliamo per coraggio tecnico e per capacità di dribbling, se poi i nostri esterni si trovano due uomini da superare diventa impossibile. Anche per colpa di questa lentezza, ma anche per uno stato di forma non eccezionale, Sandro Tonali ha giocato un primo tempo davvero brutto, riscattato dal secondo in cui ha segnato un gol e fatto un assist. Bisogna assolutamente permettere a Tonali di giocare veloce, altrimenti la sua qualità di tocco unita alla stamina e alla forza che possiede si disperdono.

Altra nota negativa e peggiore in campo è stato Mateo Retegui. Rispetto alle partite autunnali sembra andare con una marcia in meno e questo non è il massimo per un attaccante che già non ha nel guizzo la sua forza. Gattuso deve mettere sul piatto della bilancia questo stato di forma di Retegui rispetto alla voglia e alla buona partita di Pio Esposito e riflettere bene su chi deve scendere in campo nella finale dei playoff in Bosnia.

Mateo Retegui è stato il peggiore in campo a Bergamo.
Mateo Retegui è stato il peggiore in campo a Bergamo.

Altra cosa necessaria dovranno farla gli attaccanti, ovvero tenere palla e non farsi sovrastare fisicamente dai marcatori come è successo oggi. Non riuscendo a creare sulle fasce, devono essere i nostri attaccanti a rifinire per gli inserimenti delle mezzali e degli esterni, se loro non riescono a fare gioco spalle alla porta siamo troppo prevedibili. Di sicuro le difficoltà in questa partita ci sono state ma il fatto che sia stata vinta non è né scontato né poco rimarchevole. Ogni vittoria per noi è un successo e adesso ne serve un’altra per poter andare ai Mondiali.

Si va in Bosnia contro una squadra esperta, sicuramente meno furiosa e meno “Premier” del Galles, ma che vorrà metterci soprattutto sabbia nell’ingranaggio puntando poi alla giocata di talento. Bisogna stare attenti ma allo stesso tempo essere coraggiosi, attaccando perché la capacità bosniaca di addormentare la partita può essere pericolosa. Ritmi alti, corsa e fraseggi rapidi possono farci vedere l’America.

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