Totti, Buffon e Ventola: quando l’Italia scoprì una generazione di campioni ai Giochi del Mediterraneo

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Una formazione dell'Italia ai Giochi del Mediterraneo del 1997.
Un’Italia giovane e ricca di talento conquista l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Bari 1997: Totti, Buffon e Ventola tra i protagonisti di una generazione destinata a lasciare il segno. Dalla goleada all’Albania al trionfo per 5-1 sulla Turchia in finale: il racconto dell’ultima medaglia d’oro azzurra nel calcio ai Giochi del Mediterraneo.

C’è un’Italia che ha fatto la storia senza avere ancora il diritto di chiamarsi Nazionale maggiore. È quella che nell’estate del 1997 attraversò la Puglia, si prese lo stadio San Nicola e conquistò la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Un’Italia Under 23 allenata da Marco Tardelli, costruita attorno a talenti destinati, negli anni successivi, a lasciare un segno profondo nel calcio italiano. E tra quei ragazzi c’era anche un giovanissimo Francesco Totti.

I Giochi del Mediterraneo di Bari furono una grande festa sportiva: il torneo di calcio coinvolse tredici rappresentative e si giocò in diversi stadi pugliesi, da Bari a Lecce, da Foggia a Brindisi, passando per Andria, Barletta e Taranto. La finale, però, aveva un palcoscenico speciale: il San Nicola.

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Il logo dei Giochi del Mediterraneo del 1997 a Bari.

L’Italia era inserita nel Gruppo B insieme a Jugoslavia e Albania. L’esordio fu un messaggio immediato: 4-0 all’Albania, con le reti di Nicola Ventola, Roberto Baronio, Alessandro Iannuzzi e Stefano Fiore. Poi arrivò lo 0-0 contro la Jugoslavia, risultato sufficiente per conquistare il primo posto nel girone grazie alla migliore differenza reti.

Non era ancora un’Italia spettacolare in ogni momento, ma era una squadra ricca di qualità. In porta c’era un ragazzo destinato a diventare uno dei più grandi portieri della storia del calcio italiano: Gianluigi Buffon. In difesa correvano Alessandro Birindelli, Emanuele Pesaresi, Alessandro Dal Canto, Alessandro Grandoni, Francesco Coco, Duccio Innocenti, Fabio Rustico e Marco Zamboni. A centrocampo Tardelli poteva contare, tra gli altri, su Roberto Baronio, Giuliano Giannichedda, Diego De Ascentis, Stefano Fiore e Raffaele Longo. Davanti, invece, c'erano Totti, Ventola, Cristiano Lucarelli, Marcello Campolonghi e Alessandro Iannuzzi. Era, insomma, una squadra che sembrava contenere in miniatura un pezzo del futuro del calcio italiano.

La semifinale con la Spagna e il pass per la finale firmato da Ventola

Il passaggio decisivo arrivò il 23 giugno, al Via del Mare di Lecce. Di fronte c’era la Spagna, una formazione ricca di talento e guidata da Javier Clemente. L’Italia non si fece intimidire e vinse 2-0. A sbloccare la partita fu ancora Ventola, al 69′. L'attaccante mise la sua firma su un torneo che lo avrebbe visto assoluto protagonista. Nel finale arrivò il raddoppio di Raffaele Longo, al 90′, che chiuse definitivamente i conti.

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Marco Tardelli, CT dell'Italia che vinse l'oro ai Giochi del 1997.

Tardelli aveva così portato i suoi ragazzi alla finale. Dall’altra parte ci sarebbe stata la Turchia, capace di superare la Grecia per 1-0 dopo i tempi supplementari. Il 25 giugno, al San Nicola, c’era dunque in palio l’oro.

La finale diventa una passerella: show di Totti e Ventola a Bari

La Turchia partì meglio e trovò il vantaggio al 16′ con Guner. Per qualche minuto l’Italia sembrò dover rincorrere una partita complicata. Poi, però, cambiò tutto. Al 28′ Francesco Totti trovò il pareggio. Due minuti più tardi fu Ventola a ribaltare il risultato. Prima dell’intervallo arrivò anche il 3-1, ancora firmato da Totti, questa volta su calcio di rigore.

Nella ripresa l’Italia continuò a spingere. Ventola trovò la sua seconda rete personale e, poco dopo, Raffaele Longo completò il 5-1. Una finale senza storia, trasformata dagli Azzurrini in una festa. Il protagonista assoluto fu Totti, autore di una doppietta. Ma accanto a lui ci fu un Ventola incontenibile, anche lui due volte a segno. E quel 5-1 raccontava molto più di una semplice medaglia d’oro: raccontava la forza di una generazione.

Tardelli e la generazione che guardava al futuro

Marco Tardelli aveva a disposizione una squadra giovane, ma tutt’altro che inesperta. Alcuni di quei giocatori avrebbero costruito carriere importanti: Buffon, Totti, Birindelli, Coco, Fiore, Giannichedda, De Ascentis, Lucarelli e Ventola sono nomi che, a distanza di anni, raccontano bene il livello di quella selezione.

Il successo di Bari rimase l’ultimo oro conquistato dall’Italia nel torneo calcistico dei Giochi del Mediterraneo. Prima erano arrivate le vittorie di Beirut 1959, Napoli 1963 e Tunisi 1967; dopo Bari, invece, l’Italia avrebbe raccolto soltanto medaglie d’argento, a Tunisi nel 2001, Pescara nel 2009, Tarragona nel 2018 e Orano nel 2022.

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La cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo allo stadio San Nicola di Bari.

Per questo quella notte del 25 giugno 1997 ha un valore particolare nella storia azzurra. Il San Nicola applaudì una squadra che sembrava già adulta, ma era ancora composta da ragazzi. Buffon aveva appena 19 anni. Totti ne aveva 20. Ventola 19. Erano giovani promesse, non ancora le stelle che sarebbero diventate. A Bari, però, per una sera, non furono più soltanto promesse. Furono campioni del Mediterraneo.

E il 5-1 alla Turchia rimase la fotografia più bella di quella generazione: Totti e Ventola a segnare, Buffon a difendere la porta, Tardelli in panchina e una medaglia d’oro al collo. Un’Italia Under 23 che, senza saperlo, stava già raccontando una parte del proprio futuro.

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