La Juve paga 44 milioni all’anno per giocatori che non riesce a vendere: il paradosso che blocca il mercato

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La Juventus vorrebbe liberarsi di diversi calciatori fuori dal progetto, ma proprio gli stipendi elevati e il valore ancora presente a bilancio complicano le cessioni. Da David e Koopmeiners fino ad Arthur: quanto costano davvero gli uomini che frenano il mercato bianconero.

La Juventus ha decine di milioni di euro potenzialmente da sbloccare, ma per farlo deve prima riuscire a vendere i giocatori che non rientrano più nei piani. È il paradosso che condiziona l'ultima parte del calciomercato bianconero: alcuni degli uomini dai quali la società vorrebbe separarsi hanno stipendi importanti e, soprattutto, valori contabili che rendono pericoloso accettare offerte troppo basse.

Il caso più pesante è Jonathan David. L'attaccante canadese, esubero dopo l'arrivo di Kolo Muani ed Ekhator, ha un ingaggio lordo fisso stimato in circa 11,1 milioni di euro all'anno, che con i bonus può avvicinarsi ai 14,8 milioni. Arrivato a parametro zero, non è però "gratis" nei conti: la Juventus ha capitalizzato 12,1 milioni di oneri accessori, che al 31 dicembre 2025 valevano ancora 10,9 milioni. Dopo l'ulteriore ammortamento semestrale, il valore residuo al 30 giugno 2026 può essere stimato in circa 9,7 milioni.

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Quanto pesano gli esuberi della Juventus tra stipendi e valori a bilancio

Il dossier più complicato resta quello di Teun Koopmeiners. L'olandese, che ha deluso le alte aspettative con cui era arrivato dall'Atalanta, costa circa 5,8 milioni lordi fissi a stagione, oltre 7 milioni considerando i bonus stimati. Ma soprattutto al 31 dicembre pesava ancora per 38 milioni nei conti juventini: dopo l'ultimo semestre di ammortamento il valore è sceso intorno ai 33 milioni. È questa la cifra che rende molto difficile una cessione a forte sconto senza produrre una minusvalenza.

Poi c'è Nico Gonzalez, reduce dal prestito all'Atletico Madrid. Il suo stipendio fisso lordo è stimato in circa 4,6 milioni, poco più di 5,3 milioni con i bonus. Al 31 dicembre il cartellino era ancora iscritto a bilancio per 25,2 milioni: con altri sei mesi di ammortamento il valore residuo può essere collocato intorno ai 21,7 milioni. Per questo la Juventus punta a incassare almeno 25-28 milioni e non può permettersi di regalarlo.

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Ancora più particolare la situazione di Arthur. Il brasiliano costa circa 3,2 milioni lordi fissi all'anno, 3,7 milioni includendo i bonus stimati, e ha un contratto fino al 2027. Al 31 dicembre valeva ancora 9,8 milioni a bilancio; dopo l'ultimo ammortamento il residuo è sceso indicativamente nell'area dei 6,5 milioni. La possibile risoluzione permetterebbe soprattutto di cancellare un costo salariale per un giocatore che non disputa una gara ufficiale con la Juventus dal 2022.

Diverso il discorso per Federico Gatti, che non è un vero esubero ma uno dei calciatori sui quali la Juve potrebbe fare cassa. Guadagna circa 5,7 milioni lordi fissi, 6,5 con i bonus. Grazie al costo storico molto basso e al rinnovo fino al 2030, a dicembre pesava appena 4,1 milioni e dopo l'ultimo ammortamento il valore contabile è ormai nell'ordine dei 3,5-3,7 milioni: una cessione sui 20-25 milioni produrrebbe quindi una plusvalenza molto consistente.

Anche Michele Di Gregorio, chiuso dall'arrivo di Vicario, rientra nella categoria dei giocatori attraverso cui la Juventus può provare a fare cassa. Il portiere guadagna circa 3,7 milioni lordi fissi a stagione, che possono salire a circa 4,6 milioni con i bonus. Acquistato dal Monza per 18 milioni più oneri, al 30 giugno 2025 aveva un valore residuo a bilancio di 14,6 milioni; dopo un altro anno di ammortamento, al 30 giugno 2026 il peso contabile può essere stimato intorno agli 11 milioni. Una cessione sopra quella cifra consentirebbe quindi alla Juve di liberare l’ingaggio e contemporaneamente generare una plusvalenza.

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Juan Cabal costa invece circa 2,2 milioni lordi fissi a stagione, 2,8 milioni con i bonus. Il suo valore residuo era di 8,8 milioni al 31 dicembre e dopo altri sei mesi di ammortamento è sceso indicativamente a 7,5 milioni. Anche in questo caso la Juve dispone quindi di un margine maggiore rispetto alle operazioni più problematiche.

Quasi irrilevante dal punto di vista del cartellino è Fabio Miretti: essendo cresciuto nel vivaio, a dicembre pesava appena 399 mila euro a bilancio, cifra ormai ridotta a poche centinaia di migliaia di euro. Il suo ingaggio è però di circa 1,85 milioni lordi fissi, 2,3 con i bonus. Una cessione nell'ordine dei 15-20 milioni si trasformerebbe dunque quasi integralmente in plusvalenza.

Situazione analoga per Daniele Rugani: circa 3,3 milioni lordi fissi all'anno, poco più di 4,1 milioni con i bonus, ma appena 188 mila euro di valore contabile già al 31 dicembre dopo il prolungamento fino al 2028. Il peso del difensore è quindi essenzialmente salariale e non legato al cartellino.

Infine Arkadiusz Milik, che costa alla Juventus circa 2,2 milioni lordi fissi, circa 2,8 milioni considerando i bonus. A dicembre il suo valore residuo era ancora 2,37 milioni e, dopo l'ammortamento dell'ultimo semestre, si è ulteriormente avvicinato al milione e mezzo. Anche qui il vero risparmio di un'uscita arriverebbe soprattutto dallo stipendio, dato che il valore potenziale del cartellino si è praticamente azzerato data la lunga sfilza di infortuni che di fatto non hanno mai davvero fatto cominciare la sua avventura a Torino.

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È così che si arriva al vero cortocircuito del mercato bianconero. David, Koopmeiners, Nico Gonzalez, Arthur, Gatti, Di Gregorio, Cabal, Miretti, Rugani e Milik rappresentano da soli circa 44 milioni di stipendi lordi fissi annui, cifra che cresce sensibilmente includendo i bonus. Non tutti sono esuberi in senso stretto, ma sono gli uomini dalle cui uscite la Juventus potrebbe ricavare denaro o alleggerire in maniera significativa il monte ingaggi.

E soprattutto non tutte le cessioni avrebbero lo stesso effetto. Gatti e Miretti potrebbero generare plusvalenze elevate, Rugani, Milik e Di Gregorio alleggerirebbero soprattutto il monte ingaggi, mentre Koopmeiners e Nico Gonzalez sono bloccati anche dall'alto valore residuo dei rispettivi cartellini. David, infine, rappresenta il caso più paradossale: il giocatore con lo stipendio più pesante tra quelli che la società vorrebbe vendere è anche uno di quelli che ha meno interesse a lasciare Torino.

È questa la vera partita che la Juventus deve vincere prima di completare quella sul mercato in entrata: liberarsi di due o tre contratti pesanti potrebbe cambiare radicalmente lo spazio economico a disposizione di Carnevali. Venderli male, invece, rischierebbe di creare un problema di bilancio quasi quanto tenerli.

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