Tey e Walker a capo della Sampdoria malgrado l’agenzia di scommesse: la “falla” nei regolamenti FIGC
Joseph Tey e Nathan Walker sono le due figure chiave della Sampdoria attuale, entrambi legati a doppio filo al business internazionale del gioco d'azzardo online. Non ricoprono ancora cariche dirette o ruoli operativi ufficiali nel Consiglio di Amministrazione blucerchiato, eppure muovono in prima persona i fili della governance societaria dietro le quinte, lasciando la rappresentanza formale della società alla dirigenza guidata da Matteo Manfredi. E lo fanno approfittando di un cono d'ombra sulle scommesse sportive all'interno del regolamento della FIGC.
Chi sono Tey e Walker, a capo della Sampdoria: imprenditori del betting online
In particolare, Tey è un finanziere di Singapore mentre Walker ne è il suo braccio destro, ma anche plenipotenziario operativo, incaricato di gestire i collegamenti tra i veicoli societari esteri e la gestione del club. Tey è anche il primo azionista della Sampdoria e contemporaneamente gestisce "Fun88" una piattaforma online di scommesse sportive, in cui si può anche puntare sulle partite dei blucerchiati. Com'è possibile che la Federcalcio, da sempre stringente al massimo con il gioco d'azzardo e di betting abbia potuto permettere tutto ciò? La risposta è nella zona "grigia" delle pieghe regolamentari che hanno permesso al magnate singaporiano e al suo socio di operare indisturbati.
La "falla" nel regolamento FIGC contro le azionisti di scommesse sportive
Le norme vigenti vietano di fatto e in modo tassativo che chi detenga quote di controllo o ruoli direttivi in un club debba superare il test di onorabilità e di solidità finanziaria, ponendo un espresso divieto sui conflitti d'interesse legati alle scommesse sportive. Il tutto regolato dall'articolo 20 bis, comma 5 del NOIF:
Non sono considerati in possesso dei requisiti di onorabilità […] coloro che esercitano, direttamente o indirettamente, attività di gestione o controllo di società che svolgono attività di raccolta, accettazione o gestione di scommesse aventi ad oggetto eventi sportivi, ovvero che ne siano soci di controllo o che ricoprano nelle stesse cariche sociali di amministrazione, direzione o controllo.
No solo: il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, precisamene l'Articolo 24, nonché il Codice Etico FIFA vietano a tutti i tesserati e ai dirigenti di possedere o controllare direttamente interessi economici nel settore delle scommesse sportive.
Eppure, la FIGC non si è mai opposta alla proprietà di Tey e alla presenza operativa di Walker dentro la Sampdoria. Perché il divieto normativo è rivolto alle eventuali società riconducibili al mondo delle scommesse e nulla vieta ad una semplice persona fisica, attraverso un investimento personale anche derivante certamente dai ricavi nel mondo delle scommesse, di guidare una società calcistica italiana.
Il sottile equilibrio di poteri a guida della Sampdoria: Manfredi e il ruolo di Tey e Walker
La Sampdoria vive in un'evidente scissione tra rappresentanza formale e potere reale perché sulla carta il presidente è Matteo Manfredi che ne detiene la responsabilità etica, gestionale e i ruoli ufficiali nel Consiglio di Amministrazione del club. Ma nella realtà, le chiavi economiche e strategiche della società sono saldamente nelle mani proprio di Joseph Tey e Nathan Walker, con Tey che ne è l'azionista di maggioranza assoluta garantendo il sostegno finanziario, mentre Walker agisce come plenipotenziario e rappresentante diretto degli azionisti.
Sono loro due che guidano di fatto la Sampdoria in tutto e per tutto: Walker frequenta costantemente la sede di Bogliasco e lo stadio Ferraris, interviene in prima persona nel colloquio e nella scelta di allenatori e dirigenti ed è il vero decisore finale sulle strategie del club.