Il Milan rappresenta ormai il passato per Suso. Il centrocampista offensivo spagnolo ai microfoni del quotidiano spagnolo AS ha parlato della sua esperienza in rossonero. Trasferitosi al Siviglia nell'ultima finestra di mercato, il classe 1993 ha ritrovato smalto e fiducia. Cosa è andato storto a Milano? Suso non ha usato mezzi termini nei confronti della società italiana, in cui non c'è quella stabilità che può garantire continuità e risultati.

Suso, presente e futuro al Siviglia. Il riscatto dal Milan è sempre più vicino

8 presenze (6 nella Liga e 2 in Europa League) e un gol all'attivo per Suso con la maglia del Siviglia. Dopo non essere riuscito a trovare una collocazione tattica nel Milan di Giampaolo, lo spagnolo non è riuscito a convincere anche Pioli con il club rossonero che ha deciso di privarsene nell'ultima finestra di mercato invernale. La società italiana sembra ormai il passato per l'ex Liverpool che sarà riscattato a titolo definitivo, per una cifra di circa 20 milioni di euro in caso di qualificazione in Champions League (gli andalusi al momento sono terzi), e di raggiungimento di determinati obiettivi personali.

Le bordate di Suso al Milan

Parlando della sua esperienza al Milan, Suso ha provato a spiegare cosa è andato storto. Il duttile calciatore spagnolo ha puntato il dito contro la mancanza di stabilità che ha contraddistinto a suo dire le ultime stagioni rossonere: "Sono stato a Milano con tre presidenti, diversi allenatori e tantissimi giocatori. Lì è difficile costruire qualcosa di solido e duraturo se ogni anno è completamente diverso da quello precedente. Così non si riesce a trovare continuità". Nessun rimpianto per Suso che vede il suo futuro in terra andalusa: "Spero di poter giocare in Champions, sarebbe bello. E di vincere qualcosa, ovviamente. Vorrei rimanere qui, spero proprio che accada. Il gap con le grandi si può accorciare grazie al lavoro, all'intensità e alla passione. Monchi ha fatto molto bene fin dal suo arrivo".