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Spalletti sconsolato dopo il crollo col Como, è allarmante: “È successo per tredici volte”

Le parole di Spalletti a DAZN dopo il ko interno della Juve col Como. L’analisi sugli errori della squadra, il calo di autostima e l’errore del portiere Di Gregorio.
A cura di Marco Beltrami
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Luciano Spalletti è sconsolato. La sconfitta interna della Juventus contro il Como ha messo a nudo i limiti di una squadra che ha perso l'entusiasmo delle scorse settimane, quando sembrava aver trovato la quadra. C'è una situazione in particolare che preoccupa l'allenatore e che si è verificata ormai tante volte.

Spalletti deluso dopo Juventus-Como

Ne ha parlato a DAZN il mister senza nascondere quello che è a tutti gli effetti un problema: "Si finisce per essere un po' lunghi e larghi in base a dove loro vogliono andare, perché tu tenti di riprendere la partita, vai a fare queste pressioni individuali e loro ti portano in giro con la loro qualità e il loro palleggio e il loro possesso. E quindi poi diventa tutto più difficile, perché come ci è successo per 13 volte al primo tiro in porta si prende gol. Se prendi gol per 13 volte al primo tiro in porta, è chiaro che poi ci sono delle difficoltà".

A proposito di gol presi troppo facilmente, il discorso è finito anche sulle responsabilità sul primo gol di Di Gregorio, non impeccabile. Spalletti sottolinea che il rendimento del portiere è identico a quello dei compagni, senza se e senza ma: "Di Gregorio è perfettamente in linea con i compagni, Di Gregorio non ha nessuna responsabilità in più di quella che hanno tutti i compagni. Lui commette un errore come si commette in un passaggio giocato dietro con superficialità. E si prende gol, poi probabilmente poteva far meglio anche lui, così potevamo far meglio a non perderla. Perché è sempre suddivisa in maniera comunequella che è la situazione che si subisce".

La delusione di Spalletti durante la partita col Como
La delusione di Spalletti durante la partita col Como

Spalletti e le responsabilità della squadra e di Di Gregorio

È deluso Spalletti e non lo nasconde. Troppi errori da parte dei suoi, e alla fine il risultato è stato inevitabile: "Diventa tutto lì, l'autostima e l'autoconvinzione delle possibilità, fino a questo punto le avevamo messe nel mirino e c'eravamo riusciti a portarla a casa, questa convinzione di avere delle potenzialità. Poi quando viene a mancare un po' di autorevolezza, un po' di convinzione, anche oggi abbiamo sbagliato. C'è una miriade di passaggi in mezzo al campo che i miei calciatori non sbagliano mai. Perché questi qui io li conosco bene, non sbagliano di solito, per cui subiscono questa pressione che deriva dall'episodio, dal risultato".

Ora c'è la partita contro la Roma, molto delicata in chiave Champions. Spalletti comunque non si fa illusioni: "Si deciderà da quella che è la nostra convinzione, non si decide da un punto di vista dei nostri avversari, perché il nostro avversario in questo caso qui siamo noi stessi. Se noi rimettiamo a posto delle cose a livello mentale e a livello tecnico, si va a giocare. Se il livello è questo qui, le partite le perdi e non puoi ambire a nessun risultato. Grazie a voi, grazie". È inevitabile che serva uno switch, soprattutto a livello mentale.

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