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Spalletti attacca: “Fanno video col cellulare perché hanno un amico che allena altrove. Sappiamo tutto”

Luciano Spalletti dopo la bella vittoria della Juventus in caso del Sassuolo risponde alle polemiche sul rigore e difende David, togliendosi qualche sassolino.
A cura di Marco Beltrami
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Cosa c’è dietro la partecipazione di uno scatenato Luciano Spalletti all’abbraccio collettivo della Juventus a Jonathan David dopo il gol al Sassuolo? Lo ha spiegato lo stesso allenatore dopo la bella vittoria del Mapei, tornando anche su quello che potremmo definire come il “rigore-gate”, ovvero la decisione sulla battuta del penalty contro il Lecce, sbagliato poi dallo stesso canadese. Spalletti ne ha approfittato per mandare un messaggio a chi, a suo dire, non ha lesinato “offese” anche nei suoi confronti.

Spalletti chiaro in conferenza dopo Sassuolo-Juve

Il discorso del tecnico nella sala stampa dello stadio del Sassuolo dopo lo 0-3 in favore della sua Juve è chiaro: criticarlo dal punto di vista sportivo è lecito, ma andare oltre non va bene. Questo perché c’è stato chi ha sottolineato la presunta mancanza di indicazioni chiare su quanto accaduto nel turno precedente, quando il rigorista Locatelli ha ceduto il rigore a David, che lo ha poi calciato in modo disastroso, finendo nell’occhio del ciclone.

Le parole di Spalletti conto chi lo ha offeso sul rigore di David in Juve-Lecce

Spalletti, nello spiegare la voglia di stringersi intorno al canadese riscattatosi con un gol e un assist, ha chiarito: "Perché si ricevono delle offese, non è che si ricevano frasi da un punto di vista sportivo, tipo ‘ha preso una decisione sbagliata’, no, sono proprio offese". E poi l’affondo: "Sono quelli che poi hanno a cuore gli amici che hanno da un’altra parte e tentano di mettere confusione con questi video che si fanno con il cellulare in mano, facendo offese di tutti i generi, perché hanno a cuore le sorti… hanno un amico che allena da un’altra parte, hanno a cuore un’altra squadra e fanno i fenomeni".

Entrando poi nello specifico della situazione, Spalletti sottolinea quelli che sono stati i contenuti che gli hanno dato più fastidio: "Ti dicono che deve dire lui chi è che batte il rigore. Chi è che batte il rigore? Come tutti i calci piazzati e come tutte le situazioni di fase di possesso e fase di non possesso, sono dette, fatte vedere, scritte prima di ogni partita all’interno dello spogliatoio".

Con chi ce l'aveva Spalletti

Ma con chi ce l’aveva in particolare Luciano Spalletti? Il riferimento è a chi si è espresso contro di lui, magari realizzando anche dei contenuti sui propri canali social, a mezzo smartphone. L’identikit è quello di qualcuno che ha attaccato la presunta mancanza di peso del tecnico in questa situazione e che anche in passato non è stato tenero con lui. Una presa di posizione figlia anche della vicinanza ad altri allenatori rivali. In tanti sui social hanno pensato a Sandro Sabatini, giornalista che non ha mai nascosto la sua stima personale per Massimiliano Allegri, grande ex della Juventus e oggi al Milan. Lui è stato uno dei tanti che ha sottolineato il comportamento di Spalletti nella situazione citata, facendo riferimento alla sua responsabilità nella scelta.

Le gerarchie della Juventus sui rigori e non solo

Insomma, nessun dubbio sulle gerarchie interne alla Juventus, con l’allenatore che ha anche chiuso definitivamente il discorso sul rigore con un messaggio indiretto rivolto anche ai protagonisti in campo: "Lo spogliatoio è tappezzato, perché i calciatori mentre si spogliano possano andare a riguardare una posizione, perché in due giorni non c’è possibilità di provare delle cose. Tu provi delle cose contro una squadra, poi due giorni dopo devi giocare contro un’altra che fa cose differenti e allora c’è bisogno di consolidare. È tutto tappezzato, tutto scritto. Poi prendono una decisione in mezzo al campo. È chiaro che, siccome è stata presa al di fuori di quelle che erano le indicazioni, e le indicazioni ci sono tutte, la prossima volta quando David prende un’altra decisione voglio partecipare anch’io a quella scelta, perché è fuori da quelli che sono i fogli scritti. Perché i due che devono battere il rigore sono, lo sapete tutti, Locatelli e Vlahovic".

Quando i piani cambiano, la cosa fondamentale è condividere la scelta con Spalletti. Nel caso specifico, poi, anche la decisione di Locatelli di concedere al compagno la chance non è stata così campata in aria: "Poi è stata fatta questa cosa e mi fa piacere vedere che il capitano ha personalità di scegliere di fare questa cosa, però la prossima volta che vuol fare qualcosa di testa sua me lo deve dire anche a me. Ma poi dire che ‘lì c’è casino, non sanno chi lo batte, piglia il primo che prende la palla’… l’abbiamo fatto battere a uno che su 25-26 rigori ne ha fatti più di 20 in carriera. Per cui tutto questo pandemonio che si è voluto scatenare è ad arte per creare confusione qui dentro, e non trovano terreno facile".

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