Il calcio può andare avanti, ma a porte chiuse. Il governo ha emesso un decreto per consentire il regolare svolgimento delle gare previste nei prossimi giorni, in piena emergenza Coronavirus: le partite si giocheranno a porte chiuse nel prossimo turno di Serie A ma soltanto nelle sei regioni maggiormente colpite dall'emergenza, ovvero Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Il governo ha accolto la richiesta di Federcalcio e Lega Serie A, che nelle ultime ore avevano formalmente richiesto la possibilità di poter organizzare gli incontri come da calendario, ma senza pubblico sugli spalti per ridurre i rischi di contagio. Dopo le quattro partite rinviate in Serie A nell'ultima giornata di campionato e le decine di incontri spostati nelle serie inferiori, è stata dunque definita la linea che verrà seguita soprattutto nelle sei regioni interessate dal focolaio.

Spadafora: Ok a partite a porte chiuse

A comunicare la decisione è stato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, che ai microfoni del Tg2 al termine del consiglio dei ministri ha dichiarato:

Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima, inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ora con questo dpcm abbiamo allargato anche a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. In queste regioni, resta il divieto di manifestazioni sportive, per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse.

Il ministro ha proseguito il suo intervento affermando:

Non abbiamo assolutamente ritenuto di dover estendere questo provvedimento al resto d’Italia perché come ci ha spiegato la comunità scientifica-sanitaria, in questo momento esiste una zona dei focolai che è stata delimitata con azioni di contenimento molto dure e precise. In queste ore mi sono arrivate tante segnalazioni da giovani come da atleti olimpionici, perché in alcune realtà si era creato del panico anche vietando nelle piccole palestre o nei centri sportivi l’allenamento di singole persone o di singole squadre. Abbiamo normato in questo senso: finché si tratta di luoghi chiusi, non aperti al pubblico e ben precisi fuori dalle aree oggetto dei focolai, è possibile continuare l’attività sportiva e gli allenamenti.

Juventus-Inter a porte chiuse

Si giocherà dunque a porte chiuse anche Juventus-Inter, la partita più attesa della prossima giornata di Serie A, scontro diretto per le posizioni di vertice del campionato. Sulla soluzione d'emergenza si era espresso nelle ultime ore anche il presidente della Juve, Andrea Agnelli: "È difficile sospendere il campionato visto che abbiamo un calendario fitto. In questo momento la priorità per il paese è la tutela della salute pubblica e noi accetteremo qualsiasi decisione, deve prevalere l'interesse pubblico".

Le gare di Serie A a porte chiuse

Le partite di Serie A che, al momento, si giocheranno senza pubblico nel prossimo turno sono:

Udinese-Fiorentina, sabato 29 febbraio 2020 ore 18.00
Milan-Genoa, domenica 1 marzo 2020 ore 12.30
Parma-Spal, domenica 1 marzo 2020 ore 15.00
Sassuolo-Brescia
, domenica 1 marzo 2020 ore 15.00
Juventus-Inter, domenica 1 marzo ore 20.45
Sampdoria-Verona, lunedì 2 marzo ore 20.45

Inter-Ludogorets si giocherà a porte chiuse

Dopo i dubbi delle scorse ore è ufficiale: l'UEFA ha comunicato che la gara di ritorno dei sedicesimi di finale dell'Europa League tra Inter e Ludogorets si giocherà senza la presenza di pubblico.

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812