Il derby del campionato 2021 si potrà giocare forse a porte aperte. Nessuna affluenza ‘standard' a San Siro ma una presenza calmierata secondo misure che verranno comunicate al momento opportuno. E' una possibilità che nella giornata di lunedì 7 settembre ha preso quota davanti alle nuove dichiarazioni da parte di Sandra Zampa, sottosegretaria al Ministero della salute che a ‘Radio Punto Nuovo" ha evidenziato la possibilità. L'unica condizione cui non si transigerà è che la curva epidemiologica non abbia per quella data subito nuovi rialzi importanti.

Il derby Inter-Milan di campionato si disputerà il prossimo 17 ottobre e, dunque, fra più di un mese. Da oggi però, parte l'osservazione di ciò che accade nel capoluogo lombardo per ciò che riguarda i nuovi contagi di coronavirus. A Milano, come in generale in Lombardia e un po' in tutta Italia, si sono registrati sensibili rialzi in queste ultime settimane riaprendo il fronte dell'allarmismo davanti ad una possibile nuova epidemia autunnale.

La realtà è che potrebbe anche non esserci se si continueranno a rispettare le direttive sanitarie richieste dal Ministero della Salute a salvaguardia dell'incolumità generale: utilizzo delle mascherine, del gel per sanificare mani e ambienti, la distanza sociale di sicurezza. Disposizioni che restano in vigore, al momento, a tempo indeterminato. E se non ci saranno riscontri negativi, si potrà provare a tornare ad una sorta di normalità anche per gli eventi sportivi. Dopotutto il calcio è da tempo che chiede di aprire le porte dei propri stadi e in questo senso Sandra Zampa non ha detto no: "Riapertura? Il 4 ottobre è un po' presto, bisogna avere 15 giorni di valutazione ma se i numeri fossero buoni, se avessimo sostenuto con rigore e successo la prova della riapertura, parliamone. Per Inter-Milan del 17 ottobre potrebbe esserci del pubblico a San Siro, se ci si comporta bene".

Il ‘comportarsi bene' per la sottosegretaria alla Salute significa semplicemente continuare a seguire le norme in vigore: "E' la gente che tiene in pugno il proprio futuro, gli stessi tifosi. La paura è che le persone  non riescano a gestirsi nei grandi eventi sportivi, anche perché l'arrivo di tanta gente, gli inevitabili assembramenti, i mezzi di trasporto, sono aspetti di grande rischio contagio. "