Nessuna novità importante: il calcio ripartirà da dove si era fermato, dai tamponi e dalle partite a porte chiuse. Non ci sarà ancora il pubblico sugli spalti, troppo presto afferma il CTS che è in costante monitoraggio delle curve epidemiologiche che in queste settimane hanno fatto registrare nuovi rialzi un po' in tutta Italia. Dunque, chi voleva o sperava di rivedere i tifosi sugli spalti è rimasto deluso e dovrà ancora aspettare. Fino a quando? Non si sa perchè le tempistiche le deciderà solamente la percentuale di eventuali nuovi contagiati.

Il CTS ha anche confermato come l'attuale protocollo sui tamponi per le squadre di calcio rimarrà così come è oggi, senza misure più morbide, soprattutto adesso che riparte la Serie A e bisognerà tenere d'occhio eventuali nuovi focolai. L'orientamento, secondo quanto si apprende, che è stato ribadito oggi nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico dopo le richieste arrivate dal mondo del calcio è questo e non cambierà a breve termine.

Una posizione che il CTS aveva già espresso in passato anche in diversi verbali delle riunioni, quando è stato chiamato ad affrontare la questione e che adesso, a pochi giorni dalla ripartenza della nuova stagione non ha alcuna intenzione di modificare. Il motivo di fondo è semplice: il  calcio è uno sport di contatto e sono stati gli stessi vertici sportivi a proporre la soluzione che è attualmente in vigore. Il Comitato non cambia le misure preventive e così non si torna indietro come per gli stadi aperti: ad oggi mancano le condizioni epidemiologiche per consentire una riapertura degli impianti al pubblico.

In controtendenza invece è la Germania: la Bundesliga ha infatti ottenuto il via libera per aprire gli stadi al pubblico: la prima partita che aprirà il campionato tedesco, Bayern-Schalke 04 di venerdì prossimo. Sarà una apertura parziale, del 20% rispetto al totale dello stadio, ma pur sempre una scelta che comporterà dei rischi in un momento in cui si stanno tracciando nuovi parametri sulla pandemia.