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Sarri segnato dall’esperienza alla Juventus, fu un errore: “C’era un messaggio inquinato”

Maurizio Sarri si racconta in un’intervista e spiega l’errore di tornare in Italia dopo l’esperienza al Chelsea. Vince l’ultimo Scudetto conquistato dai bianconeri negli ultimi anni, ma rivela dei dettagli particolari della sua permanenza alla Vecchia Signora: “C’era un messaggio inquinato”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Maurizio Sarri arriva alla ripresa del campionato dopo aver pareggiato 0-0 con la sua Lazio il derby della Capitale contro la Roma. Sabato sarà di scena all'Arechi di Salerno, alle 15, dove i biancocelesti vorranno riprendere la corsa verso il quarto posto Champions che dista 4 punti. Una distanza non impossibile da colmare ma che va ridotta nonostante i tanti impegni previsti in calendario che danno fastidio al tecnico di Stia il quale più volte ha sottolineato le difficoltà di giocare ogni tre giorni: "Perché se non ti alleni subentrano il decadimento tecnico e fisico e la stanchezza mentale, quindi lo spettacolo peggiora – ha spiegato durante un'intervista a Repubblica – Per altro, anche chi non ha giocato non è avulso dalla stanchezza, perché si trova a vivere in un ambiente stanco. Ormai si ci allena solo al video".

Tra i temi trattati, impossibile non parlare dell'esperienza vissuta da allenatore della Juventus nella sua unica stagione sulla panchina bianconera. Fu lui a vincere l'ultimo Scudetto della Vecchia Signora a secco ormai da tre annate dopo l'avvicendamento con Pirlo e i primi due anni dell'Allegri bis. Alla Juventus Sarri ci arrivò dopo l'addio al Chelsea e oggi il suo è un grande rimpianto: "Tornare in Italia è stato un errore". E rivela dettagli su quanto accaduto in bianconero. Nella sua mente però ancora quella straordinaria esperienza al Napoli ancora impressa nella sua mente e in quella dei tifosi partenopei: "Sono parecchio contento perché vengo da parecchio lontano. Il Napoli di Sarri sarà ricordato per trent’anni".

Sarri con in mano la coppa dello Scudetto 2019/2020 conquistato con la Juventus.
Sarri con in mano la coppa dello Scudetto 2019/2020 conquistato con la Juventus.

Sarri spiega il perché sia stato esonerato più volte: "Primo, perché ho fatto un calcio che era troppo avanti – ha spiegato – Secondo, perché non sono di facile gestione, anche se in parte mi sono smussato". Ma ciò che l'ha segnato di più è stato forse proprio quell'esonero alla Juventus: "Tutto era dovuto lì e dovevamo solo vincere la Champions, ma era un messaggio inquinato – ha aggunto – Ho vinto lo scudetto con un gruppo a fine ciclo e una società che ha preso me perché aveva la voglia ma non la convinzione di cambiare stile. Nel Chelsea ho fatto fatica io a calarmi in un club atipico, senza ds, dove nessun allenatore riusciva a resistere due anni". Sarri rimpiange però avrebbe voluto una permanenza maggiore a Londra: "Negli ultimi mesi poi mi sono divertito e ho sbagliato a voler venire via, non tanto dal Chelsea, che mi avrebbe anche tenuto, ma dalla Premier, un contesto di bellezza unica. Tornare in Italia è stato un errore".

Sarri sulla panchina della Lazio in Champions.
Sarri sulla panchina della Lazio in Champions.

Sarri viene sempre considerato come un allenatore scomodo. Non si nasconde mai in tv spiegando le ragioni di un calcio sempre più improntato sull'immagine e le tante partite da giocare che ormai rendono vano anche il lavoro dell'allenatore: "Al massimo si dovrebbero giocare 50 partite – spiega – Si potrebbe almeno cominciare dalle piccole cose, tipo rinunciare alle tournée estive eriportare la Coppa Italia ad agosto anche per le grandi, facendole giocare sui campi delle squadre di Serie C, che così farebbero incassi per campare tutto l’anno – ha detto ancora l'allenatore della Lazio – Ma di sicuro ci direbbero che c’è un problema di ordine pubblico per cui la Juve non può andare a Campobasso. La Coppa Italia è un evento clandestino cucito su misura per l’audience televisiva degli ultimi turni". Sarri glissa sulla permanenza alla Lazio ("Mi piacerebbe che fosse così") e anche su un possibile approdo in Arabia: "Se si può fumare vedremo (scherza ndr)".

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