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Juventus, Agnelli: “Sarri? Non c’era alchimia nello spogliatoio”

Agrodolce, così il presidente della Juventus ha definito la scorsa stagione dinanzi all’assemblea degli azionisti. E parla di “grandi delusioni” citando le sconfitte nelle finali di Coppa Italia, Supercoppa italiana e, più ancora, lo smacco dell’eliminazione dalla Champions. Su Sarri conferma, la squadra non lo seguiva.
A cura di Maurizio De Santis
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Fiducia in Nedved, Paratici e Cherubini. Sarri verrà sì ricordato come un allenatore vincente ma alla Juventus non è riuscito a creare quella necessaria "alchimia" con l'ambiente. Sono alcuni dei passaggi chiave, relativamente alla parte sportiva, dell'intervento del presidente, Andrea Agnelli, al termine dell'assemblea degli azionisti della Juventus. Adotta il termine "agrodoloce" per definire la scorsa stagione che ha portato in dote il nono scudetto consecutivo ma s'è chiusa con l'amarezza delle sconfitte nelle finali di Coppa Italia, Supercoppa italiana e, più ancora, con lo smacco dell'eliminazione dalla Champions ("bruciano ancora", sottolinea il numero uno della ‘vecchia signora' quando accenna alle "grandi delusioni"). Risultati che hanno pesato sull'esonero del tecnico ma non sono stati l'unica, plausibile, motivazione per interrompere il rapporto dopo meno di un anno con l'allenatore.

Di Maurizio ho un ottimo ricordo come persona – ha spiegato Agnelli -. Ho scoperto una persona colta, con un certo senso dell'umorismo, diversi interessi. Vive il calcio in maniera coinvolgente. Sono felice che abbia vinto lo scudetto con noi e sarà ricordato come tecnico vincente della Juventus. Nello spogliatoio si crea un'alchimia che porta a superare ostacoli che possono sembrare insormontabili. Quello che è successo con Maurizio è che non si è creata questa alchimia.

Morale della favola: Sarri non piaceva alla squadra, non è riuscito a fare breccia nel gruppo né a farsi seguire come gli era riuscito a Napoli. Lì quell'alchimia a cui ha fatto riferimento il presidente, Agnelli, contribuì alla costruzione di una macchina (quasi) perfetta, fino a sfiorare lo scudetto. A Torino è stato diverso ma la stagione scorsa non è certo da archiviare alla voce "fallimenti". Anzi, le parole del massimo dirigente vanno in direzione opposta.

Voglio fare un grande plauso alla direzione sportiva del club: Nedved, Paratici e Cherubini. Solo tra qualche anno ci renderemo conto di quanto è stato importante per la Juventus il percorso di questi anni. Mi complimento anche con la Juventus femminile e con l'Under 23. Fabio Pecchia è stato molto bravo a riuscire a vincere un trofeo con la nostra seconda squadra.

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