Dubbi non ce n'erano da mesi, ormai. Ma Romelu Lukaku ha cancellato qualsiasi forma di confronto con Mauro Icardi anche sul piano statistico. In occasione di Inter-Getafe, gara valida per gli ottavi di finale di Europa League, il centravanti belga ha messo a segno il gol numero 30 in questa stagione, la sua prima in nerazzurro. Cifra tonda e importante che anche un cecchino dell'area di rigore come Maurito, nelle sei annate trascorse all'Inter, non era mai riuscito a raggiungere. Nella sua miglior stagione – il 2017/18 – l'argentino era arrivato a 29 centri in 36 presenze stagionali. Una in meno del primo Lukaku nerazzurro, il primo a raggiungere la soglia dei 30 gol a quasi dieci anni di distanza dall'ultimo a riuscirci. Un certo Samuel Eto'o.

L'ex Manchester United ha sicuramente potuto contare su un numero maggiore di incontri disputati: quello al Getafe è stato il 30° gol segnato in 48 partite giocate. Ma al di là dei freddi numeri – che tra Serie A, Champions League, Europa League e Coppa Italia hanno comunque un peso predominante – il suo impatto sull'Inter e gli effetti della sua presenza in campo sono evidenti. Lukaku lavora per la squadra, lavora sfruttando il fisico sia nei momenti di sofferenza, per far salire la squadra, sia quando in campo aperto sa di poter fare la differenza vincendo un duello. Stile di gioco che ha contribuito, insieme ai gol, a renderlo il nuovo idolo di una tifoseria scottata dal modo in cui era finito il legame speciale con l'ex capitano.

Tra le note liete di una stagione senza dubbio positiva per l'Inter, ma con qualche nota stonata, Lukaku si piazza ai primissimi posti: acquistato ad una cifra molto vicina a quella incassata per Icardi dal Paris Saint-Germain, senza rinunciare a nulla sul piano anagrafico – sono entrambi classe 1993 – né su quello tecnico, finendo addirittura per guadagnarci in termini di gol. A circa un anno di distanza dal suo arrivo, la mossa Lukaku da parte dell'Inter si è rivelata vincente su tutti i fronti.