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Perché non ci sono i raccattapalle nella finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juve: è il futuro

L’assenza dei ragazzi a bordo campo è il dettaglio che caratterizza la novità nel protocollo. Perché la Lega Serie A ha apportato questa modifica? Combattere le perdite di tempo che spesso sono causate dalla restituzione del pallone.
A cura di Maurizio De Santis
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La finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus giocata senza i tradizionali raccattapalle a bordo campo. Nella bolgia dello stadio Olimpico, nonostante la ripresa delle telecamere sia concentrata essenzialmente sul rettangolo verde e sui giocatori, sui particolari delle azioni e dei contatti il dettaglio non è sfuggito ad attenti osservatori. Impossibile non notare cosa è successo a differenza del solito: al momento di rimesse laterali oppure dal fondo o ancora in occasione della battuta di un calcio d'angolo, si sono accorti della novità. A occuparsi del recupero della sfera sono stati gli stessi calciatori bianconeri e della ‘dea'.

I ragazzi a bordo campo sostituiti dai ‘cinesini'

L'assenza dei abituali ragazzi delle giovanili, ai quali finora è sempre stata data la soddisfazione di essere in campo a pochi metri dai calciatori loro beniamini, non rappresenta l'unica variazione tangibile a livello logistico. Un'altra è stata soprattutto la presenza sul terreno di gioco dei cosiddetti ‘cinesini'. Cosa sono? Una sorta di piccoli recipienti che contengono i palloni da utilizzare nel corso del match e sono posizionati in differenti punti strategici così da agevolare il calciatore.

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La modifica al protocollo è un'ipotesi per il futuro

Perché questa modifica al protocollo? L'obiettivo è ridurre al massimo le perdite di tempo facendo in modo che siano gli stessi giocatori a provvedere da soldi al recupero della sfera per rimetterla in gioco. Un esperimento che è anche un ‘ipotesi per il futuro.

Cosa dice il regolamento: la disciplina sui raccattapalle

Avvisaglie di una decisione del genere si erano avute a ottobre scorso quando, dopo quanto avvenuto nel corso di Roma-Monza per la palla "fatta scomparire nel finale", la Lega Serie A aveva inviato una lettera a tutti i club del massimo campionato. Nella nota veniva espressamente specificato che i raccattapalle devono essere "debitamente istruiti" da un responsabile della società ospitante. Una figura che prima della gara "potrà essere chiamato dall’arbitro a chiarire il tipo di istruzioni fornite e che dovrà restare a disposizione" durante la gara.

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Cosa si intende per debitamente istruiti? La Lega si premurò di chiarire anche quell'aspetto contenuto nei regolamenti ufficiali, al punto 5 – lettere i e j – delle Decisioni Ufficiali FIGC: "in particolare ai raccattapalle dovrà essere raccomandato di essere molto attenti nello svolgere il proprio compito al fine di evitare che due o più palloni vengano lanciati contemporaneamente. La Società ospitante sarà ritenuta responsabile per qualsiasi comportamento antisportivo tenuto dai raccattapalle e l’arbitro dovrà farne menzione nel rapporto di gara".

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