video suggerito
video suggerito

Perché le nazionali femminili continuano a sfidare squadre giovanili maschili rischiando figuracce

La sconfitta della nazionale svizzera contro l’Under 15 del Lucerna ha destato scalpore, alimentato da preconcetti e allusioni. In realtà, a giudicare dalle reazioni e dalle esperienze precedenti, proprio il risultato è l’unica cosa che non conta. L’obiettivo è un altro.
A cura di Maurizio De Santis
0 CONDIVISIONI
Immagine

La sconfitta della nazionale femminile della Svizzera contro la squadra maschile Under 15 del Lucerna ha sollevato un polverone di allusioni e stereotipi. Il risultato pesante (7-1) ha marchiato a fuoco sia l'amichevole giocata a porte chiuse e sia l'esito che sarebbe dovuto restare riservato perché quella partita doveva rappresentare solo un allenamento più robusto in vista dei prossimi Campionati Europei femminili. Una pratica, quella di selezionare avversari "maschi" del settore giovanile, utilizzata spesso anche in passato proprio in fase di preparazione oltre che per abituarsi a livelli di fisicità differenti e guadagnare un vantaggio rispetto alle dirette concorrenti. Invece, è trapelato tutto scatenando una ridda di commenti viziati da preconcetti di fondo e una malcelata ironia sul calcio che non è sport per donne. O, addirittura, che il football giocato dalle ragazze non può essere equiparato a quello degli uomini.

Ramona Bachmann è la calciatrice elvetica che ha affrontato l'argomento alimentando la discussione tirando in ballo la questione genetica ma con un appunto doveroso sulla tecnica e sull'abilità, qualità che non fanno certo difetto alle donne. "È una questione di biologia, non di livello di abilità – ha scritto in una storia su Instagram -. I ragazzi hanno livelli di testosterone tali da sviluppare più massa muscolare, velocità e forza durante la pubertà". La sua riflessione è stata ripresa da un'altra compagna di nazionale, Leila Wandeler: "Il risultato non aveva alcun valore. Per noi si trattava di mettere alla prova i nostri principi di gioco".

E per farlo, come spiegato anche dalla responsabile della comunicazione, Sven Micosse, non è affatto strano misurarsi contro squadre giovanili maschili: "L'obiettivo è migliorare sempre di più la nostra competitività. In questa fase di preparazione, l'attenzione è rivolta all'aspetto fisico. A prescindere dal risultato, queste partite di allenamento sono molto simili alle nostre partite internazionali per intensità e chilometri percorsi".

Immagine

I precedenti: il 12-0 dei ragazzi del Wrexham alla nazionale Usa

I sette gol presi dalla Svizzera nel test con i ragazzi del Lucerna non sono l'unico risultato a effetto, né è la prima volta che accade una cosa del genere. Andando un po' a ritroso nel tempo è possibile risalire al clamoroso 12-0 incassato nel 2023 dalla nazionale femminile degli Stati Uniti contro i ragazzi del Wrexham, mentre qualche anno prima (2017) aveva destato scalpore il 5-2 contro l'Under 15 di Dallas. Nel 2022 la selezione "rosa" dell'Arsenal venne battuta (5-0) dall'Under 15 dei Gunners. A maggio 2016 la selezione australiana fu sconfitta per 7-0 dal Newcastle Jets Under 15 nell'amichevole organizzata in vista delle Olimpiadi a Rio (in Brasile). A fare molto rumore fu anche il 6-0 del Brasile femminile messo alle strette dall'Under 16 del Gremio.

In tutti questi casi, situazioni, la reazione fu sempre la stessa: il risultato non fu considerato mortificante né preoccupante. Quella del ct della selezione verde-oro di allora, Pia Sundhage, spiega bene perché: quell'incontro aveva uno scopo preciso che era abituarsi a giocare contro squadre molto veloci e più fisiche, oltre ad aver fornito la possibilità di valutare meglio le giocatrici negli uno-contro-uno.

Immagine

Perché le nazionali femminili giocano test contro le giovanili maschili

Perché giocare amichevoli contro Under maschili? Non si corre il rischio di svilire l'opinione sul calcio femminile? La migliore risposta a fronte di obiezioni del genere la dette l'Arsenal: a prescindere da qualsiasi critica, partite di quel tipo rappresentano un'opportunità per migliorare la propria squadra. Come? Sviluppare una maggiore capacità di adattamento e un migliore senso della posizione in campo. Un articolo del Times andò al nocciolo della controversia: "Dal punto di vista biologico una squadra di ragazzi di età compresa tra 14 e 16 anni è il ​​test ideale per una squadra femminile perché, sebbene siano spesso più veloci e più forti, non raggiungono il livello insormontabile di una squadra maschile senior".

E anche se i primi riscontri sono tutt'altro che incoraggianti, l'obiettivo è alzare l'asticella nel lungo periodo perché dopo essersi misurate con avversari maschi con maggiore regolarità, le squadre femminili cancellano il divario diventano anche più forti. La riprova è data dal campo, a Londra (sponda Gunners) ne sono certi: nel 2025 l'Arsenal vinse per 1-0 contro il Barcellona (favorito) in finale di UEFA Women's Champions League.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views