Pepe e Sculli inibiti per 18 mesi, facevano gli agenti senza abilitazione: rischiano sul piano penale
Simone Pepe e Giuseppe Sculli sono stati inibiti per 18 mesi dalla giustizia sportiva per aver svolto attività da agenti sportivi senza la necessaria abilitazione. Il Tribunale Federale Nazionale ha inflitta a entrambi gli ex calciatori anche un'ammenda da 20mila euro, come comunicato dalla FIGC, la stessa sanzione comminata anche all'avvocato Alessandro Buccieri, socio di minoranza della società SP Management Srl. La vicenda non si è ancora conclusa perché entrambi sono indagati anche alla Procura di Roma per esercizio abusivo della professione, falso e tentata estorsione.
Secondo quanto contestato in sede sportiva, Pepe e Sculli si sarebbero qualificati come agenti sportivi anche se non possedevano l'abilitazione necessaria per operare: negoziavano accordi economici e partecipavano alla stipula dei contratti, anche se non avrebbero potuto farlo. La vicenda riguarda i rapporti professionali con alcuni calciatori, come Costantino Favasuli e Davide Bettella.

Le accuse a Pepe e Sculli
L'inchiesta della Procura di Roma era emersa pubblicamente lo scorso luglio, all'annuncio della chiusura delle indagini preliminari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Pepe e Sculli, assieme all'avvocato Buccieri, avrebbero cercato giocatori e condotto delle trattative economiche senza avere l'abilitazione per esercitare la professione di agente sportivo. L'unico agente regolarmente abilitato coinvolto nella vicenda sarebbe Luigi Iachini Bellisari.
Al centro dell'indagine ci sono anche i contratti relativi a Favasulli, attualmente in prestito al Napoli, e Bettella che gioca alla Juve Stabia. Quando i calciatori avrebbero deciso di interrompere il rapporto professionale, secondo l'accusa gli sarebbe stato chiesto il pagamento di una penale per il recesso anticipato dal valore di centinaia di migliaia di euro. Sculli e Pepe hanno respinto le accuse anche per la contestazione di alcune firme false, per le quali sono state disposte perizie calligrafiche dal Collegio di Garanzia del CONI.

Il procedimento penale resta aperto
Il procedimento della giustizia sportiva si è concluso con l'inibizione per 18 mesi e l'ammenda, ma non costituisce condanna penale. Per la giustizia ordinaria spetterà adesso alla procura valutare i successivi passaggi: devono ancora essere accertate le accuse di falso, esercizio abusivo della professione e tentata estorsione.