“Ti dimetti o no?”: Montella risponde alla brutale domanda del giornalista turco senza nascondersi
L‘Italia ha portato a casa senza dubbio una vittoria convincente e importante per il morale contro la Turchia, ma la squadra di Montella ci ha messo molto del suo. Un primo tempo disastroso della formazione di casa pesantemente condizionata dagli infortuni è costata fischi e contestazione ai giocatori e al selezionatore al quale è stato anche chiesto attraverso i cori di dimettersi. Un'ipotesi tirata in ballo anche nel classico confronto con la stampa successivo al match di Nations League quando con grande fermezza l'ex aeroplanino ha deciso di rispondere a tutte le domande, anche quelle più "velenose" nonostante il filtro del traduttore che ha provato ad evitargliele.
Ma perché Vincenzo Montella dovrebbe dimettersi? Uno dei cronisti presenti in conferenza ha provato a smontare le giustificazioni dell'allenatore che dopo l'1-4 con gli azzurri ha sottolineato la differenza economica di valore tra le due rose (800 milioni contro 400), evidenziando anche il percorso della Turchia arrivata sino alla Lega A della Nations League. Il giornalista è stato molto duro sottolineando in primis la situazione effettiva della Nazionale azzurra prima di questo confronto in grande crisi e reduce dalla mancata partecipazione ai Mondiali dopo l'eliminazione con la Bosnia che ha un valore di 150 milioni di euro. Come la mettiamo? Come giustificare dunque il primo tempo "inesistente" dei turchi? Visto che i tifosi hanno chiesto le dimissioni di Vincenzo e il presidente non sembra volerne sapere, il diretto interessato aspetta forse di "retrocedere di nuovo in Lega C?".
Una domanda che è sembra più una provocazione e che ha trovato il muro dell'interprete: "Questa domanda ha già trovato risposto prima, signore. Passiamo a un'altra domanda. Se ce ne sono altre, prego. Un'altra domanda". Montella però che probabilmente aveva capito qualcosa della domanda ha deciso di rispondere comunque mettendoci la faccia.
Nessuna voglia di dimettersi da parte del selezionatore della nazionale turca che crede ciecamente nel progetto iniziato, con buona pace sia del Mondiale vissuto senza particolari soddisfazioni e di questo avvio di Nations League: "Assolutamente non penso alle dimissioni! Credo nel lavoro. Non l'ho fatto quando c'erano delle opportunità importanti e non ho lasciato il lavoro in corso. Sento il sostegno dei ragazzi e i ragazzi avranno assolutamente il mio sostegno fino alla fine. Per come sono abituato a fare io il mio lavoro, le cose che devo dire preferisco dirle ai ragazzi lì per poter migliorare, ovviamente. Quindi se voi pensate in generale che questa squadra meriti molto di più di quanto fatto fino ad oggi , e lasciamo stare il primo tempo di oggi, se c'è un colpevole date la colpa a me tranquillamente. Ma i ragazzi non meritano sicuramente le critiche fuori misura come un po' è successo". Non si può certo dire che Vincenzo Montella non ci metta la faccia e questo gli va riconosciuto, poi il calcio è questo: in passato il tecnico è stato idolatrato, oggi è il momento delle critiche.
Critiche che sono molto forti soprattutto perché arrivano sulla scia di quanto visto appunto nella competizione iridata. Il primo ad essere finito nel calderone è il presidente della Federazione Ibrahim Haciosmanoglu che è stato costretto a lasciare lo stadio per motivi di sicurezza. Chieste infatti a gran voce le dimissioni sia sue che di Montella per una vera e propria rifondazione. Nessun alibi sull'assenza di Yildiz e Calhanoglu (e non solo) per una squadra che fino al Mondiale aveva abituato tutti bene.