Montella contestato dai tifosi della Turchia dopo la sconfitta con l’Italia. Gli urlano “dimettiti”

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Il rapporto tra Montella e i tifosi della Turchia è disastroso: gli urlano di dimettersi, poi insultano anche il presidente federale che è costretto a lasciare lo stadio.

La serata di Turchia-Italia si è trasformata in un incubo per Vincenzo Montella, diventato improvvisamente il bersaglio di tutto lo stadio del coccodrillo di Bursa. L'italiano è stato travolto dalla conversazione dei suoi stessi tifosi mentre la nazionale è crollata sotto i colpi degli Azzurri che hanno vinto per 4-1: dagli spalti sono partiti cori inequivocabili per chiedere le sue dimissioni e quelle dei vertici della Federazione turca, mentre anche il presidente Hacıosmanoğlu è stato vittima di insulti.

La tensione era evidente già prima del fischio d'inizio, durante gli inni delle due nazionali, ma con il passare dei minuti la rabbia si è spostata completamente sul commissario tecnico per poi scoppiare al 22′ dopo il secondo gol dell'Italia, quando tutti hanno cominciato a chiedere a Montella di dimettersi in quel preciso istante.

I tifosi della Turchia chiedono le dimissioni di Montella

L'italiano si trova in una situazione scomoda e il 4-1 contro l'Italia lo ha messo in una posizione precaria. Il suo rapporto con i tifosi turchi si è incrinato dopo il deludente Mondiale: la Turchia era arrivata negli Stati Uniti con aspettative importanti ma è stata eliminata dopo la fase a gironi e non è più riuscita a rialzarsi. Dopo la sconfitta in Nations League contro la Francia è arrivata anche quella contro gli Azzurri, molto più pesante vista la brutta prestazione e il risultato molto largo che ha fatto esplodere il malcontento.

Per questo a metà del primo tempo tutto lo stadio ha cominciato a fischiare Montella, a insultarlo e a a cantargli un coro che lascia poco spazio all'immaginazione: "Montella dimettiti". Un canto che ha coinvolto tutti i settori dello spazio e che ha accompagnato la Turchia in questa serata amarissima che potrebbe avere conseguenze pesanti. La contestazione è arrivata anche al presidente federale che era seduto in tribuna ed è stato costretto ad andare via dopo aver subito qualche aggressione verbale. Il ruolo del CT torna in discussione, anche se ha ancora due anni di contratto e la piena fiducia dei vertici della Federazione.

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