Paulo Fonseca contro i Mondiali negli USA: “Trump è una vergogna, si dovrebbe boicottare il torneo”

Paulo Fonseca ha deciso di urlare al mondo del calcio, ma non solo, quale sia la sua opinione sugli imminenti Mondiali che si giocheranno quest'estate in Messico, Canada e Stati Uniti. Proprio contro quest'ultima nazione, l'ex tecnico del Milan oggi all'Olympique Lione, ha scaricato la propria rabbia: "Ci son cose che non vanno bene, non so se il calcio sia il mezzo corretto ma si dovrebbe giocare altrove. Trump? Il premio per la Pace della FIFA è stata una vergogna".
Non solo calcio giocato: Paulo Fonseca ha tuonato il proprio pensiero su tutto ciò che circonda campi, partite, prestazioni. E lo ha fatto prendendo a pretesto i sempre più vicini Mondiali 2026 che si giocheranno tra Nord e Centro America in tre Paesi differenti. E verso uno di questi, gli Stati Uniti, l'attuale allenatore del Lione non ha avuto mezzi termini, condannando il sistema per aver concesso l'organizzazione anche agli americani: "Non so se il calcio sia il modo migliore per protestare, ma ci sono cose che per me sono inaccettabili, i Mondiali si dovrebbero svolgere altrove" ha sottolineato in una intervista a L'Equipe, appoggiando di fatto le tante voci che vorrebbero boicottare il torneo iridato.
L'attacco di Fonseca a Trump e agli USA: "Il Premio per la pace è stata una vergogna"
Le "cose" sottintese da Fonseca sono diverse ma hanno un solo ed evidente filo rosso conduttore per il tecnico portoghese: Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti è stato infatti il vertice del pensiero finale: "La posizione del presidente americano è stata quella di dimenticare, ignorare i più svantaggiati, i più deboli, e di schierarsi dalla parte dei propri interessi economici" ha proseguito Fonseca, la cui moglie di origini ucraine, è stata costretta alla fuga per il conflitto con la Russia. "Il presidente americano non ha pensato alle persone. Ha pensato ai soldi, al suo tornaconto".
Un attacco diretto che riguarda anche il premio per la Pace, il primo conferito dalla FIFA e per mano di Gianni Infantino, per "meriti" sportivi, consegnato proprio a Donald Trump: "Il calcio non merita questo, è stato tutto così triste. Mi sono vergognato. Sì" ha poi concluso, "quel premio è stata una vergogna".