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Paolo Di Canio accende il dibattito su Leao: perché il Milan funziona meglio quando non c’è

Non è solo una questione di gol o assist, secondo l’ex calciatore il Milan può rinunciare a qualche magia se in cambio ottiene più equilibrio. E cita una serie di numeri.
A cura di Maurizio De Santis
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Paolo Di Canio va dritto al sodo quando c'è da parlare di Rafa Leao e del suo impatto sugli equilibri del Milan. L'ex calciatore prova anche a spiegare perché Massimiliano Allegri schieri spesso il portoghese in una posizione di campo differente (più centrale in attacco e non da esterno puro) e cita un filotto di partite (ben sei) nelle quali l'assenza del giocatore s'è rivelata decisiva.

"C'è lo spot del gol di oggi alla fine – l'incipit del ragionamento di Di Canio a Sky Sport -. Il gol qui, il gol lì… ma senza Leao il Milan ha vinto sei partite!". Facendo riferimento ai numeri (che non dicono tutto ma tracciano almeno una cornice entro la quale interloquire), Di Canio menziona il "2-0 al Lecce in campionato, il 3-0 al Lecce in Coppa Italia, il 3-0 a Bologna fuori casa, il 3-0 all'Udinese in trasferta, il 3-0 al Verona in casa".

Di Canio cita 6 partite nelle quali il Milan è andato meglio senza Leao

La sua riflessione fotografa una tendenza anche al netto di altri match che con Leao in campo il Milan è riuscito a trarre il massimo di quel che si poteva in determinate situazioni e contro certi avversari. Ma non è un caso se "a Torino esce Leao, entra Pulisic con la febbre e decide la partita ribaltandola: 3-2! Sono 6 partite vinte! Sai chi non c'era in campo? Leao! Non mezza partita, ma 6… 16 gol segnati e zero subiti! Dici: ma che c’entra? C’entra! È tatticamente un Milan più solido senza Leao!".

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L'accusa tattica: equilibrio sacrificato quando c'è lui in campo

Ed è proprio questo il nocciolo della questione: Di Canio non mette in discussione le qualità di Leao ma la sua funzionalità nel Milan di Allegri. Concetto che ha espresso anche in altre occasioni parlando della reale efficacia dell'esterno lusitano, anche quando è stato paventato un suo trasferimento in un campionato che viaggia ad altri ritmi come la Premier League. È un talento devastante nell'uno contro uno, ma il suo modo di interpretare la partita – fatto di accelerazioni, strappi e scelte individuali – può sbilanciare la squadra.

E quando sostiene che senza il portoghese la squadra gira meglio sostanzia quel che dice specificando che quando Rafa non c'è i rossoneri "perdono meno palloni, sono meno esposti alle ripartenze, le giocate estemporanee sono ridotte, la squadra in generale guadagna compattezza tattica". La sintesi perfetta è in questa frase: "Il Milan avrà meno colpi, ma è più solido. Ci arriva con la forza e con la tecnica, alla fine vince così".

La stoccata finale dell'ex calciatore: "È per la pubalgia e trotterella"

Non è solo una questione di gol o assist, ma di atteggiamento, sacrificio e partecipazione alla fase difensiva. In buona sostanza: il Milan può rinunciare a qualche magia se in cambio ottiene più equilibrio. "Questo non vuol dire che non dovrebbe giocare – aggiunge Di Canio -. Però a Cremona prima di segnare ha avuto quattro ripartenze e le ha perse tutte". E poi la stoccata finale: "È per la pubalgia e trotterella". Affondo che tocca un nervo scoperto: la mancanza di continuità del calciatore: perché se Leao è capace di decidere le partite anche solo con una giocata, è altrettanto vero che alterna momenti dominanti a fasi più opache.

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