Oscar racconta gli attimi dopo l’arresto cardiaco: “Ero morto, poi ho sentito la voce di mio figlio”

Oscar ha raccontato uno degli episodi più drammatici della sua vita, rivelando di essere stato clinicamente morto per oltre due minuti dopo un arresto cardiaco avvenuto durante un allenamento a San Paolo nel novembre scorso.
Il calciatore brasiliano, oggi 34enne, è riuscito a riprendersi completamente, ma le conseguenze dell'accaduto lo hanno costretto ad appendere gli scarpini al chiodo nell'aprile 2026. Dopo gli accertamenti medici gli è stata diagnosticata una sincope vasovagale, una patologia che può provocare improvvisi cali della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Per risolvere il problema è stato necessario sottoporsi a un intervento di ablazione cardiaca.

Ripensando a quei momenti, Oscar ha descritto l'esperienza come una sorta di sogno difficile da spiegare: una sensazione di serenità e benessere totale. Ma ciò che ricorda con maggiore nitidezza è la voce del figlio, che continuava a implorarlo di tornare.
"Papà, devi tornare", avrebbe sentito ripetere durante quei minuti decisivi, un richiamo che il brasiliano considera fondamentale nel suo ritorno alla vita: "Ho sempre sentito dire che quando si è in punto di morte ci si vede. Io non mi sono visto, ma ho fatto un sogno bellissimo, in cui tutto era meraviglioso".
Poi ribadisce Oscar: "Ricordo solo di aver sentito mio figlio dire: ‘Papà, devi tornare. Papà, devi tornare'".
Oscar si ritira dal calcio e racconta gli attimi dopo l'arresto cardiaco
Sposato dal 2011 con la compagna di sempre Ludmila e padre di due figli, Julia e Caio, Oscar aveva costruito una brillante carriera tra Brasile, Europa e Cina. Arrivato al Chelsea nel 2012 dall'Internacional, ha collezionato 203 presenze e 38 gol con i Blues, vincendo due Premier League, una Europa League e una Coppa di Lega.
Dopo una lunga esperienza in Cina con lo Shanghai Port, nel 2025 era tornato in patria per vestire la maglia del San Paolo. Il suo rientro in Brasile, però, è stato interrotto dopo appena 21 partite dal grave problema cardiaco che ha messo fine alla sua carriera professionistica. Un epilogo che il giocatore non aveva previsto: il suo obiettivo era continuare ancora a lungo e aiutare il club a crescere nelle stagioni successive.