Cosa cambia in Serie A e negli altri campionati professionistici dopo il nuovo Dpcm anti-Covid, firmato nella notte dal premier Conte? Ritorno al recente passato negli stadi italiani, in occasione sia delle partite di calcio che di altri eventi di primo livello: stop alla presenza di 1000 tifosi all'aperto e 200 al chiuso, e impianti a porte chiuse a modificare dunque quanto era stato concesso nell'ultimo decreto.

Nuovo dpcm firmato da Conte, stop ai mille tifosi negli stadi

L'attività sportiva di tutti gli atleti di vertice resta, ma a porte chiuse. È quanto definito dal nuovo Dpcm anti-Covid. Al contrario degli sport "di contatto", per quanto concerne calcio, calcetto, basket, pallavolo e pallamano, i tornei professionistici vanno avanti, al netto del massimo rispetto dei protocolli. Cosa cambia? Ovviamente non sarà più possibile per i tifosi assistere dal vivo agli eventi, al contrario di quanto definito dall'ultimo decreto che aveva riaperto gli impianti a mille tifosi in occasione di eventi all'aperto, come ad esempio in Serie A e a 200 in occasione di manifestazioni al chiuso.

Anche gli stadi di Serie A tornano a porte chiuse

Torneremo ad assistere a partite disputate nelle modalità della scorsa stagione, in stadi deserti con ingresso consentito solo agli addetti ai lavori, sulla scia di quanto accaduto nel post primo lockdown. Nel nuovo dpcm infatti al contrario del precedente non sono consentite aperture alle Regioni che avrebbero potuto fino ad oggi consentire una percentuale del 15% di presenze complessive rispetto all'intera capienza dello stadio. In maniera perentoria infatti è stato specificato che tutte le attività professionistiche sono consentite esclusivamente a "porte chiuse". Dovremo abituarci dunque a silenzi surreali, in cui sarà possibile ascoltare le voci dei protagonisti, capaci già di regalarci numerosi siparietti. Il tutto con la speranza che non arrivi un nuovo blocco dei campionati.