Guerra Ucraina-Russia

Nell’esodo di massa dall’Ucraina spuntano i calciatori: scappano a piedi con le famiglie

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Il brasiliano Edson che gioca per il Rukh Lviv in viaggio verso la Polonia. Il suo scatto testimonia la colonna di profughi che fugge dalla guerra in Ucraina.
Il centrocampista brasiliano, Edson, è giunto in Ucraina a fine gennaio. Adesso è costretto a fuggire dal Paese invaso dalle truppe russe. Ha raccontato tutto nelle stories pubblicate su Instagram, le immagini mettono i brividi.

L'esercito russo avanza verso Kiev, la capitale dell'Ucraina sta per capitolare. La guerra scatenata da Putin non ha trovato ostacoli: non lo hanno intimorito le minacce di sanzioni da parte dell'Europa né si è lasciato impressionare dalla voce grossa dell'America. La forza d'impatto delle truppe di Putin è stata devastante. Ha sferrato l'attacco intrufolando le truppe nel Paese. Ne ha il controllo, ormai lo stringe in pugno. Colonne di rifugiati si muovono verso i confini, fuggono il più lontano possibile dal conflitto con ogni mezzo. Anche a piedi pur di allontanarsi dalle zone dove si combatte.

In mezzo a loro, confusi tra la folla infagottata e spaventata, ci sono anche i calciatori brasiliani che giocano in altre squadre rispetto alla Dinamo Kiev e allo Shakhtar Donetsk. I connazionali sono rimasti bloccati in albergo, girando un video che è un appello rivolto alle istituzioni perché non li dimentichino e li portino al sicuro, quelli del Rukh Lviv (club della città di Leopoli) sono riusciti a salire a bordo di un torpedone per essere condotti verso la Polonia. Edson, ex giocatore del Bahia, era arrivato in Ucraina a fine gennaio: non ha avuto nemmeno il tempo di scendere in campo, calarsi nel nuovo ambiente. S'è messo in cammino giovedì e viaggia con i compagni di squadra Talles Brenner e Fabrício Alvarenga (argentino).

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Rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina. Il calciatore brasiliano, Edson, ha testimoniato tutto attraverso una serie di stories su Instagram.

"Tutto bene, grazie a Dio. Ci stiamo dirigendo verso la Polonia", racconta il sudamericano in una story di Instagram. Le immagini a corredo mettono i brividi addosso. Testimoniano il "caos" descritto dal giocatore e condiviso sui social network a mo' di diario di bordo, durante quella traversata di speranza. Edson scatta un selfie e nella profondità del campo visivo entra anche il serpentone di persone in coda. Intere famiglie trascinano bagagli di fortuna, i bimbi più piccoli sono in braccio ai genitori, altri seduti sulle spalle, tutti s'accalcano lungo la strada. Ne dovranno fare un tratto consumando suole delle scarpe dopo aver percorso una parte del tragitto in bus o con altri mezzi: devono arrivare a Zamość, la città più vicina al territorio polacco distante 130 chilometri da Leopoli.

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Il racconto del viaggio della speranza di Edson, giunto in Ucraina alla fine di gennaio.

Il più è fatto ma non è finita. Sono partiti giovedì, nel giorno in cui è scattato l'assalto delle truppe russe, e dopo un giorno sono giunti al confine. Ma non sono salvi né ancora al sicuro. La Polonia è lì, a pochi passi ma non possono ancora varcare il confine. Le foto del calciatore mostrano un fume di gente in attesa e le sue parole spiegano bene l'ansia per quelle ore trascorse con animo tormentato. "Sono riuscito ad arrivare al confine polacco – si legge ancora -, ma non ancora riuscito a entrare a causa della quantità di persone che sono lì e aspettano di essere accolti". È la maledizione della guerra voluta da pochi sulla pelle del popolo.

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