Guerra in Ucraina, l’Onu: “Oltre 15mila civili uccisi o feriti da inizio anno, +55% rispetto al 2025”
La guerra in Ucraina continua a provocare un numero crescente di vittime civili, mentre nelle ultime ore la pressione russa si è concentrata ancora una volta sulla capitale Kiev.
Nei primi otto mesi del 2026 le Nazioni Unite hanno documentato 15.280 civili uccisi o feriti, una media di oltre 400 vittime ogni settimana e il 55% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato, riferito dall'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Volker Türk al Consiglio per i Diritti Umani di Ginevra, mostra un ulteriore peggioramento della situazione: già ad agosto l'Onu aveva rilevato più vittime civili nei primi otto mesi dell'anno rispetto a quelle registrate nell'intero 2025. A pesare sono soprattutto l'intensificazione degli attacchi russi a lungo raggio e l'impiego sempre più frequente di bombe plananti e droni contro aree popolate.
Onu: "È una catastrofe per i diritti umani"
Nel bilancio presentato da Türk, le vittime civili registrate tra gennaio e agosto sono 2.222 morti e 13.058 feriti. Il mese di luglio era stato particolarmente drammatico, con il numero più alto di vittime civili documentato dall'Onu in un singolo mese dall'inizio dell'invasione su larga scala nel febbraio 2022. Anche agosto ha mantenuto livelli molto elevati di violenza, con 372 civili uccisi e 2.349 feriti.
A contribuire all'aumento sono soprattutto gli attacchi condotti con armi a lungo raggio contro i centri abitati lontani dalla linea del fronte. Nei primi otto mesi dell'anno, secondo l'ufficio dell'Alto Commissario, quasi 2.500 civili sono stati uccisi o feriti dalle bombe plananti russe, il 62% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel primo semestre, inoltre, le vittime provocate da missili e droni a lungo raggio erano già aumentate del 60% rispetto all'anno precedente.
"Questa guerra è una catastrofe per i diritti umani che cresce e si intensifica di settimana in settimana", ha affermato Türk, sottolineando come gli attacchi stiano colpendo scuole, strutture sanitarie, abitazioni, ferrovie e attività commerciali. L'Onu ha documentato anche un forte aumento degli attacchi contro infrastrutture legate alla vita quotidiana della popolazione. Nel solo mese di agosto sono stati verificati 32 attacchi contro strutture appartenenti a sei importanti aziende ucraine del settore alimentare, della vendita al dettaglio e della logistica, quasi il triplo rispetto agli 11 registrati a luglio.
Nel rapporto delle Nazioni Unite trova spazio anche il tema della violenza sessuale legata al conflitto. Tra febbraio 2022 e luglio 2026 sono stati verificati 1.004 casi commessi contro civili e prigionieri di guerra: l'89% è stato attribuito alle forze o alle autorità russe, mentre l'11% alle autorità ucraine. L'Onu precisa però che il numero rappresenta soltanto i casi che è stato possibile verificare e che l'entità reale del fenomeno potrebbe essere molto più ampia, anche per le difficoltà nell'accesso ai territori occupati e per la riluttanza delle vittime a denunciare.
La nuova escalation a Kiev
Mentre l'Onu lancia l'allarme sul deterioramento della situazione, nelle ultime ore la Russia ha intensificato gli attacchi contro Kiev e le sue infrastrutture. Tra il 1° e il 3 ottobre sono stati colpiti più volte i ponti sul fiume Dnipro, infrastrutture fondamentali per i collegamenti tra le due parti della capitale. Il 3 ottobre un attacco ha danneggiato il Northern Bridge, provocando la sospensione del traffico e problemi alle linee dei filobus. Nei giorni precedenti era stato preso di mira anche il Southern Bridge.
Dopo gli attacchi, il ministero degli Esteri russo ha rivolto un nuovo avvertimento a stranieri e diplomatici presenti a Kiev, invitandoli a lasciare la città e annunciando che Mosca avrebbe proseguito quelli che definisce attacchi di ritorsione. La Russia sostiene che i suoi raid siano una risposta agli attacchi ucraini contro infrastrutture e obiettivi russi. Kiev, al contrario, accusa Mosca di avere avviato una nuova strategia di bombardamenti contro le città e le infrastrutture civili.
Il cancelliere tedesco Merz arrivato nella capitale dell'Ucraina
È in questo contesto che il cancelliere tedesco Friedrich Merz è arrivato oggi a Kiev, nonostante l'avvertimento russo. Con lui ci sono la ministra dell'Economia e dell'Energia Katherina Reiche e rappresentanti di alcune aziende tedesche della difesa. La visita dovrebbe portare alla finalizzazione di nuovi accordi per il sostegno militare all'Ucraina, con 1 miliardo di euro di aiuti militari e altri 350 milioni destinati alla riparazione delle infrastrutture energetiche danneggiate dagli attacchi. Berlino e Kiev lavoreranno inoltre alla produzione congiunta di droni intercettori destinati a contrastare i nuovi droni russi ad alta velocità.
Merz ha ribadito a Kiev il sostegno tedesco all'Ucraina e ha collegato la sicurezza del Paese a quella europea. La sua visita arriva dunque in un momento particolarmente delicato: da una parte il nuovo bilancio delle Nazioni Unite certifica l'aumento delle vittime civili, dall'altra gli attacchi sulla capitale e la risposta internazionale mostrano come, a oltre quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala, il conflitto continui a intensificarsi invece di avvicinarsi a una soluzione.