"Nelle tragedie non c'è rivalità, uniti contro il Coronavirus". È lo striscione esposto dai tifosi del Napoli pochi minuti dopo l'inizio del match di campionato contro il Torino. Partenopei e granata sono andati in campo al termine di un sabato particolare, scandito dall'ennesimo comunicato della Lega Calcio che ha cancellato e rinviato ben cinque delle partite in programma nella 26sima giornata. A Torino non andrà in scena il derby d'Italia che vale lo scudetto. A Milano, Parma, Reggio Emilia e Udine le porte degli stadi resteranno sbarrate anche per le squadre.

Lo striscione di solidarietà dei tifosi azzurri

Un bell'esempio che arriva dalla Curva dei sostenitori partenopei in un momento molto difficile per tutto il Paese e in particolare per il Nord Italia, dove si sono verificati i primi focolai e poi s'è propagata la macchia dei contagi.

Slogan che, come di rado accade negli stadi italiani, si segnala per la condivisione e la solidarietà espresse in una situazione di emergenza nazionale (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulle ultime news). È salito oltre le mille unità il numero degli ammalati per il morbo, 29 sono le persone finora decedute. In Lombardia, in Veneto e in Emilia Romagna le autorità hanno deciso di tenere le scuole chiuse, oltre a raccomandare alle popolazioni una serie di prescrizioni da seguire.

Una settimana fa la vergogna dei cori di Brescia

Lo slogan della Curva azzurra mette in secondo piano cori e scritte di ben altro "tenore" come invece accaduto a Brescia oppure in altre zone d'Italia. Una settimana fa, al Rigamonti di Brescia, verso la fine dell'incontro con la squadra di Gattuso destò scalpore e polemiche il coro degli ultras lombardi "napoletano coronavirus". Per quell'atteggiamento scellerato il Giudice Sportivo non ha inflitto alcuna squalificato allo stadio delle "rondinelle" ma solo una multa molto pesante.