Il gol del pareggio dell'Inter realizzato da Lukaku, non convalidato e poi assegnato col Var. Un calcio di rigore reclamato dai padroni di casa per un fallo a ‘sandwich' commesso da Hernani e Iacoponi su Lautaro Martinez. Sono questi gli episodi da moviola che hanno caratterizzato la sfida tra nerazzurri e Parma, terminata a San Siro con il risultato di 2-2.

Lukaku segna in fuorigioco, il Var convalida ma c'è un errore?

È l'azione (56°) che più di tutte scatena i commenti di tifosi (soprattutto quelli avversari): l'azione che porta al pareggio dell'Inter in avvio di ripresa sembra viziata da una palese posizione di fuorigioco tant'è che lo stesso arbitro Chiffi, almeno inizialmente, decide di non convalidare la rete poi, dopo circa cinque minuti di conciliabolo coi collaboratori, cambia idea. Cosa è successo? Dal Var gli segnalano che in realtà lo sviluppo della manovra è regolare. la spiegazione più plausibile è che Scozzarella tiene in gioco Candreva con il piede sinistro quello più arretrato (come si evince dalle righe tracciate dalla tecnologia).

  • C'è però un dubbio molto forte nella versione: il fermo immagine rivisto alla moviola mostra come l'esterno nerazzurro sia in fuorigioco con la testa e con la spalla… che al Var abbiamo altri frame dirimenti?
  • Altro particolare, la posizione di Lukaku: l'attaccante belga è completamente al di là delle linee del Var e appare in posizione di fuorigioco (ma servirebbero immagini ulteriori al riguardo) anche quando riceve l'assist di Candreva e diventa ‘attivo' perché tocca il pallone e fa gol.
  • L'ex arbitro Luca Marelli chiarisce Il gol del pareggio è da considerare regolare e lo spiega in quattro fermo immagine che pubblica su Twitter attraverso il proprio account. La linea blu tracciata a terra dal Var coincide con il piede sinistro di Scozzarella che tiene in gioco Candreva.

L'Inter reclama un rigore per fallo su Lautaro

Lautaro Martinez (41°) cade in area di rigore del Parma dopo essere stato stretto nella morsa di Hernani e Iacoponi, l'arbitro Chiffi reputa quel contatto un normale contrasto di gioco ma dallo sviluppo dell'azione e dalle immagini (anche da altra angolazione) si nota come il movimento del difensore e la postura ne tradiscano le intenzioni. Passano pochi minuti e l'argentino protesta di nuovo: questa volta è Dermaku che gli mette una mano sulla spalla, una trattenuta/contatto che al direttore di gara non appare così influente per decretare la massima punizione.