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Mourinho si aspetta giustizia dalla Procura: “Berardi? Ho solo difeso il calcio”

Mourinho nella conferenza stampa prima di Roma-Fiorentina è tornato a parlare del caso delle sue dichiarazioni in occasione del confronto con il Sassuolo finite al centro di un’inchiesta della FIGC.
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A cura di Marco Beltrami
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La conferenza stampa di presentazione di Roma-Fiorentina ha dato l'occasione a José Mourinho di parlare anche dell'incontro con il procuratore federale. Il tecnico è stato ascoltato ieri da Chiné sulle sue dichiarazioni in occasione del match contro il Sassuolo sull'arbitro Mercenaro e su Domenico Berardi. Non è entrato nello specifico l'allenatore portoghese, che ha comunque spiegato la sua posizione. Non pensa di aver fatto o detto nulla di male Mou, sia sul direttore di gara che sull'attaccante avversario

Cosa si aspetta dunque Mourinho, dalla procura della FIGC? Semplicemente giustizia dopo l'incontro chiarificatore di ieri: "Dalla giustizia sportiva mi aspetto giustizia. Non è stato un problema per me, la mia vita qui a Roma è lavoro. Mi sono presentato spontaneamente e anche felice perché procuratore mi ha dato l’opportunità con tutta la naturalezza, di dire quello che gli potevo dire che è la verità. Non ho mai offeso l’arbitro ("Non ha stabilità emozionale per queste partite", ndr), non ho mai messo in dubbio la qualità dell’arbitro. Mai".

Per spiegare il senso delle sue parole lo Special ha dichiarato che quella utilizzata è un'espressione frequente, a cui fa ricorso anche per se stesso: "Quell’espressione mi continua a sembrare un’espressione normale che continuo ad usare quando parlo di me stesso. Riguarda il lavoro e la vita sociale. È stata capita in un modo diverso. Durante la partita l’arbitro ha dimostrato di avere le capacità per fare quella partita. Dopo la partita ho subito detto questo, che aveva fatto un buon lavoro e non riesco a trovare nessun tipo di problema con questo".

Quello che in realtà lo ha stupito invece è stato il comportamento del Sassuolo, indignatosi per le parole su Berardi ("È troppo quello che fa per prendere in giro gli altri, per far prendere i gialli"). L'allenatore della Roma ha riscontrato un comportamento incoerente da parte degli emiliani: "Le parole su Berardi? È un problema del Sassuolo e di personalità, perché quando mi hanno trovato prima e dopo la partita non me l’hanno detto, perché mi salutano con grande cordialità, soddisfazione e un sorriso grande e poi il giorno dopo dicono che non sono contenti per le mie dichiarazioni? Per me questo è una questione di dignità, se non sono contento con un avversario quando lo trovo glielo dico in uno spazio di tranquillità. Non è successo e questo mi sorprende".

Qual è stato il senso delle sue parole dunque? Un intervento mosso dalla volontà di "difendere il calcio": "Quello che ho detto e ho il diritto e il dovere di dirlo. Perché ho il dovere di difendere il calcio e lì avevo solo l’intenzione di difendere il calcio perché ci sono delle cose che sul terreno di gioco non possono succedere e purtroppo succedono spesso".

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