La casa a Milano. Le voci di mercato. Il Barça a fine ciclo. Una stagione tormentata. La posizione di Bartomeu che non è più così salda. Il rinnovamento al vertice del club che avverrà con le prossime elezioni. Gli scandali (ricordate la spy-story catalana sui calciatori denigrati a mezzo social?) e qualche mugugno di troppo (il botta e risposta tra il ds Abidal e la squadra). La possibilità annuale di Lionel Messi – come da contratto – di chiudere baracca e burattini e dirigersi altrove, mettendo fine al contratto con i catalani.

Prendete tutti questi ingredienti e mescolateli assieme a un pizzico di "lucida" follia, ne otterrete la base per la riflessione fatta dall'ex presidente, Massimo Moratti. Nell'intervista al Quotidiano Sportivo si guarda bene dal proferire notizie che alimentano facili entusiasmi ma quando gli fanno la classica "domanda dalle cento pistole" non si sottrae e risponde lasciando alla platea un concetto semplice, semplice che poggia su una base economica molto solida: se Suning vuole, può. Se Suning decide di lanciare l'assalto al "dieci" argentino, può farlo. Se Suning è realmente intenzionato a mettere a segno un colpo del genere ha a disposizione tutti gli strumenti di persuasione da sottoporre al sei volte Pallone d'Oro. Se Suning si lascia solo sfiorare dall'idea di portare in Italia, all'Inter, l'altra metà del cielo internazionale (oltre a CR7) può mettere in campo una forza di brand e di risorse imponente. Quanto sia possibile un'operazione del genere nella realtà? La risposta migliore a un quesito del genere è un altro quesito: chi avrebbe mai immaginato che Ronaldo sarebbe arrivato alla Juventus?

Io ormai dell’Inter sono un semplice tifoso e non ho informazioni riservate – ha ammesso Moratti -. Ma una cosa la so: per risorse e per competenze, Suning ha tutto per portare Leo a Milano.