Rafael Leão e Ibrahimovic non bastano al Milan. Mirante fa il miracolo su Kessié e l'urlo resta strozzato in gola. Tre volte in vantaggio, tre volte raggiunto dalla Roma sul pareggio: è così che la squadra di Pioli manda al ‘diavolo' la vittoria. Ma il risultato è giusto anche per quanto espresso dai capitolini con Dzeko solito leader, Pellegrini ispirato e una capacità di reazione nonostante l'altalena di emozioni. A San Siro finisce 3-3 nel monday night della quinta giornata. Il quinto successo consecutivo sfuma per una zampata di Kumbulla nel finale, poco dopo il tris calato sul rettangolo verde dallo svedese su rigore.

E di rigore era stato anche il 2-2 confezionato da Veretout: nell'uno e nell'altro caso il protagonista in negativo è l'arbitro Giacomelli che – forte della certezza della sua decisione – mette di fatto fuori causa anche l'intervento del Var che gli avrebbe mostrato come in realtà la valutazione fosse errata. Ad alimentare l'amarezza per aver mancato la prima fuga in classifica è anche la rete di Dzeko, provocata da un'uscita improvvida di Tatarusanu. Rossoneri in vetta a +2 su Napoli e Sassuolo, +3 sull'Inter e + 4 sulla Juventus.

Quanto ha inciso sul match Leão? Lo raccontano le statistiche che completano una serata da incorniciare. Pioli lo schiera sulla sinistra nel tridente offensivo, ne sfrutta la tecnica e la fisicità: gioca 71 minuti, tocca 30 palloni con una precisione nei passaggi molto alta (82%, 12 su 17 riusciti), confeziona due assist che si tramutano in altrettanti passaggi chiave (3 in totale in stagione), tenta e riesce 3 dribbling su 3, vince 6 contrasti a terra su 10.

È del portoghese l'assist che dopo un paio di minuti ha innescato Ibrahimovic, mettendolo in condizione di battere Mirante e siglare il vantaggio: perfetta la traiettoria a giro disegnata con l'interno destro, altrettanto preciso il tocco dello svedese che da quella posizione segna anche a occhi chiusi. Un copione che s'è ripetuto nel derby contro l'Inter: anche allora la trama fu a braccio e l'interpretazione fruttò al ‘diavolo' l'uno-due micidiale di Zlatan. Nessun giocatore ha segnato più gol in Serie A in questa stagione dell'ex Psg (6 in 4 partite), confermandosi un cecchino implacabile contro i giallorossi (9 gol).

Ed è sempre merito di Leão se nella ripresa Saelemakers raddoppia. In questo caso il numero che trae dal repertorio è una delizia per i tifosi rossoneri. Avrebbe meritato applausi e un ‘ohhh' di meraviglia ma nel silenzio del Meazza senza pubblico deve accontentarsi dei complimenti dei compagni di squadra. L'attaccante portoghese si libera di Karsdorp con un doppio passo, serve al belga un pallone arretrato che mette fuori causa la difesa giallorossa. Il resto è un gioco da ragazzi, peccato aver mandato tutto alla malora.