In Turchia il calcio si è fermato solo pochi giorni fa. Fino a martedì si sono disputate gare di campionato. Lo stop era stato invocato da più parti, anche da alcuni calciatori come l’ex Chelsea John Obi Mikel che ha raccontato del suo addio alla Turchia e al Trabzonspor, club che cerca di vincere il titolo per la prima volta dal 1984. Il nigeriano è scappato e ha risolto anche il contratto con il club di Trebisonda, non senza polemiche.

Il tweet di Mikel, la risposta del presidente del Trabzonspor

Nei giorni scorsi Mikel aveva chiesto con un tweet di sospendere il campionato, il presidente Ahmet Agaoglu non l’aveva presa bene e aveva chiesto al centrocampista di cancellare quel post, Mikel non lo ha fatto e in quel momento il legame tra il mediano e la società turca è finito, con una nota pubblicata sul sito ha salutato Mikel: “Il legame tra la nostra società e Obi Mikel, avviato il 30 giugno 2019 e valido fino al 31 maggio 2021, si è concluso”. Inevitabile conclusione considerata anche la posizione di Agaoglu che nei giorni scorsi parlando del mancato rinvio disse:

Il calcio è quello che consente alle persone di liberarsi dallo stress. Se dovessimo sospendere il campionato, non troveremo abbastanza giudici per le sentenze di divorzio.

La fuga dalla Turchia di Mikel, il racconto

In un’intervistata rilasciata a ‘The Athletic’, Mikel ha detto che lui avrebbe voluto rimanere in Turchia e provare a vincere il titolo, ma in questo momento la priorità e un’altra e quando è stato chiamato a scegliere non ha avuto alcun tipo di dubbio e ha scelto di stare con la sua famiglia:

Avrei voluto vincere il campionato e diventare campione, ma la salute delle persone è più importante. Voglio aiutare in ogni modo possibile per battere questo virus. Come uomo devi guardarti allo specchio e devi capire se hai fatto la cosa giusta, volevo andare a casa. Mi hanno detto che se me ne fossi andato, non sarei stato in grado di tornare. Nonostante ciò, non cambierò idea. Ora non so dove andrò a giocare, spero in un posto più vicino all'Inghilterra, dove c'è la mia famiglia. Valuterò l'opzione migliore. In un momento così complicato, tutti dovrebbero essere a casa con le proprie famiglie e le persone che amano la stagione dovrebbe essere totalmente cancellata, Nella vita c’è altro oltre al calcio. Non mi sento sereno e non voglio giocare a pallone in una situazione simile. In Turchia tutti hanno paura di parlare, io l’ho fatto e ho ricevuto tanti messaggi da altri calciatori.