Massimo Moratti fa dietrofront. L'ex presidente dell'Inter nella giornata di ieri aveva fatto sognare i tifosi nerazzurri, parlando del possibile approdo milanese di Leo Messi come di una prospettiva non irrealizzabile alla luce della presunta volontà del club del capoluogo lombardo di giocare il proverbiale all-in di mercato. Ai microfoni del Mundo Deportivo, Moratti è tornato sull'argomento spiegando di aver parlato solo ed esclusivamente da tifoso, senza aver mai affrontato concretamente l'argomento con l'attuale dirigenza

Messi all'Inter, Moratti fa dietrofront

"Credo che non sia per niente un sogno proibito. Non lo era forse anche prima di questa disgrazia e penso che ci sia uno sforzo della proprietà per cercare di portarlo all’Inter". Queste le parole di Moratti a Radio Anch'io-Lo Sport, che hanno inevitabilmente fatto il giro d'Europa. L'ex proprietario della società milanese ha voluto però chiarire il senso del suo intervento dichiarando: "Messi all'Inter? Questo è il mio desiderio da tifoso, solo come tifoso, non comando più nel club e guardo le partite solo come un tifoso. Non ho discusso di questo argomento con la nuova proprietà del club… Mi è sempre piaciuto Messi e quando sono stato presidente l'ho sempre seguito, ma il mio commento è solo quello di un tifoso, non di un manager". 

Massimo Moratti intrigato dalla coppia Messi-Lautaro

La prospettiva di vedere un giorno Messi in nerazzurro, in coppia con Lautaro, non può che intrigare Massimo Moratti che definisce questo tandem argentino "pura magia": "Riunire Messi e Lautaro sarebbe una bomba, sono pura magia. Sono entrambi fantasiosi, veloci, intelligenti, giocano un calcio da strada, vederli insieme sarebbe incredibile. Mi piace molto Lautaro, è un calciatore diverso, con un obiettivo, con la fantasia, uno di quelli che non ti stanchi mai di vedere".

La possibile ripresa dei campionati dopo la fine dell'emergenza Coronavirus

L'ex numero uno ha detto la sua anche sulla questione legata alla possibile ripresa dei campionati di calcio ad emergenza Coronavirus conclusa: "Il calcio è passione, è gioia, si va con la famiglia negli stadi. Il calcio ora è poco favorevole alla ripresa dei campionati. Ora dobbiamo riprenderci da questa pandemia e aspettare che i nostri giocatori di calcio, che sono atleti d'élite, si riprendano. Vi siete fermati a pensare quali conseguenze il coronavirus avrebbe potuto lasciare sui nostri giocatori di calcio? La salute viene prima di tutto. Si parla molto dell'industria del calcio, ma il calcio prima è passione. Se teniamo il calcio lontano dai tifosi, avremo perso tutto".