L’ha persa Sarri, forse con troppa superficialità, valutando non nella maniera corretta un avversario, come il Verona, che avrebbe avuto bisogno di maggiori approfondimenti. Il tecnico toscano ha manifestato timore alla vigilia di questa gara e queste paure sono state poi confermate in campo. Il tranier bianconero ha infatti schierato la sua Juventus con un 4-3-3 importante, di qualità, ma senza minimamente pensare all’impatto in fase difensiva che avrebbe potuto avere la pressione dell’Hellas sulla retroguardia della Juventus.

E allora ecco perché sono diversi gli errori commessi da Sarri emersi al termine del ko rimediato al ‘Bentegodi’. Dagli uomini schierati a centrocampo, al dualismo Pjanic-Bentancur che non può più essere tollerato. In attacco, giocare solo per Cristiano Ronaldo, sta annullando un attaccante di razza come Higuain che in una partita del genere sarebbe stato più utile a gara in corso. Ecco allora, i 5 errori di Maurizio Sarri che hanno portato al 2-1 del Verona sulla sua Juventus.

La scelta di preferire Rabiot a Matuidi è stata pagata cara

Sarri nel suo 4-3-3 di partenza ha schierato un centrocampo composto da Rabiot, Pjanic e Bentancur. A prescindere dal discorso riguardante il dualismo fra il bosniaco e l’uruguaiano, la scelta del francese ha dimostrato quanto Sarri sia stato superficiale nella valutazione del Verona. Sulla fascia destra, l’Hellas ha un motorino come Faraoni che in fase di possesso palla degli scaligeri a sinistra, si inseriva alle spalle di Alex Sandro che ovviamente doveva stringere al centro. A questo punto, Rabiot avrebbe dovuto scalare sulla linea dei difensori proprio per evitare che lo stesso Faraoni fosse lasciato libero. Matuidi è un maestro in questo tipo di movimento, ma la scelta di tenerlo in panchina, è stato piuttosto discutibile, anche perché sugli esterni la Juventus ha sofferto tanto.

Un Cuadrado al 100% delle forze avrebbe fatto comodo nella ripresa

Schierare Cuadrado terzino destro ha avuto una valenza importante nel campionato di Sarri. Ma contro l’Hellas, squadra maestra sugli esterni, il colombiano ha faticato non poco per tutta la gara, costringendo anche Douglas Costa, a volte, a scendere per aiutare l’ex Fiorentina. Risultato? Entrambi sono arrivati alla mezzora della ripresa in affanno (il brasiliano si è addirittura fatto male di nuovo) e Cuadrado, chiamato al forcing finale per recuperare la partita, schierato nel tridente offensivo, non aveva più le forze per spingere.

L’impiego di De Sciglio dal 1’ considerando che in panchina la Juventus, con Bernardeschi infortunato, non aveva giocatori in grado di spaccare la partita e cambiare passo, avrebbe potuto consentire a Sarri di avere un Cuadrado in più per recuperare quantomeno un gol.

Pjanic-Bentancur: solo uno in campo

Se non gioca Pjanic, Bentancur è il suo sostituto. Certo, ma deve pur essere affiancato da due mezzali pure. E allora se scegli Pjanic, vale lo stesso discorso per il bosniaco che con Rabiot e Bentancur, non ha mai potuto rischiare più di tanto la giocata, restando imbrigliato nella morsa di Amrabat che gli ha praticamente chiuso ogni giocata. Entrambi in campo, Pjanic e Bentancur, limita due giocatori che invece, dal punto di vista dell’intelligenza del gioco, avrebbero da dire molto se schierati individualmente con due mezzali in copertura. Ma se all’uruguaiano gli si chiede anche di spingere in porta, recuperare palloni e costruire, allora siamo fuori strada completamente.

Higuain era un punto di riferimento (per l’Hellas)

Dare un punto di riferimento ad una squadra come l’Hellas che in realtà gioca da inizio campionato senza un autentico punto di riferimento nel proprio 11 titolare, è come servire un assist perfetto a Juric. Gunter ha infatti faticato proprio, specie nel primo tempo, per contenere le giocate, spalle alla porta, di Higuain. Con Kumbulla su Douglas Costa e CR7 imbrigliato da Faraoni e Rrhamani, è stato praticamente impossibile per la Juventus trovare spazi liberi.

Higuain ha avuto grosse difficoltà nel riuscire a servire Ronaldo o scaricare per gli esterni. Con Dybala dal 1’ in campo sicuramente l’imprevedibilità, la velocità e anche la fantasia del giovane argentino, avrebbero potuto dare dei pericoli alla difesa scaligera, sorpresa dall’ingresso della ‘Joya’ nella ripresa che infatti è stato importante nel vantaggio bianconero.

Dybala in panchina, scelta discutibile

Ingresso tardivo nella ripresa, ma il discorso di lasciare Ramsey e Matuidi in panchina, è stato assolutamente decisivo. Il gallese sarebbe stato davvero fondamentale nel gioco che la Juventus avrebbe dovuto fare al ‘Bentegodi’: sfruttare gli inserimenti dei centrocampisti avendo l’attacco bloccato. Due erano le cose da fare: o schierare Dybala dal 1’ o Ramsey.

Con entrambi in panca, la squadra è risultata sbilanciata al massimo, l’ex Arsenal infatti sarebbe stato molto più decisivo e determinate al posto di Bentancur, proprio in virtù del discorso sull’uruguaiano fatto in precedenza. Sarri avrà da meditare per evitare di commettere questi errori in futuro, ma il ko di Verona resta un assist clamoroso all’Inter in ottica derby e ovviamente..scudetto.