Le prestazioni di Marcus Rashford sul rettangolo verde sono quelle che lo hanno portato ad essere uno dei calciatori inglesi più seguiti nel mondo ma è fuori dal campo che questo ragazzo del 1997 ha dato lezioni alle istituzioni del suo paese e ai suoi colleghi. Quando il Covid-19 ha colpito il Regno Unito all'inizio del 2020, il giocatore del Manchester United e della nazionale inglese non si accontentò di rimanere a casa e aspettare la ripresa della Premier League ma si è impegnato per la comunità e per aiutare le persone meno fortunate. Rashford ha contribuito a raccogliere fondi per FareShare, un'organizzazione che ridistribuisce il cibo in eccesso e pasti per chi ne ha bisogno. L'attaccante nato a Manchester ha condotto con successo questa campagna per fornire ad oltre un milione di bambini in età scolare l'accesso a buoni pasto gratuiti redarguendo anche le politiche del governo britannico, che da par suo aveva deciso di tagliare alcuni programmi di welfare come quello dei buoni alimentari scolastici per le famiglie più bisognose.

Rashford mandò una lettera al primo ministro Boris Johnson e al Parlamento, chiedendo di non tagliare il programma per i più bisognosi durante i mesi estivi e di tenere in considerazioni le ripercussioni che la pandemia avrebbe portato alle famiglie in difficoltà.  Il profilo di Marcus ha contribuito a portare una maggiore consapevolezza della necessità di supportare organizzazioni di beneficenza e comunitarie: l’impegno dell’inglese per cause di beneficenza è stato debitamente riconosciuto alla cerimonia dei Best FIFA Football Award 2020, in cui è stato nominato il primo vincitore del FIFA Foundation Award per il suo eccezionale lavoro umanitario per combattere la povertà infantile. La Fondazione FIFA donerà inoltre  100.000 dollari per sostenere il suo lavoro per il sociale.

Il suo più ampio movimento #ENDCHILDFOODPOVERTY ha visto centinaia di aziende e organizzazioni locali offrire il loro aiuto sotto forma di pasti gratuiti, logistica e donazioni: un grandissimo successo. Oltre al suo fitto programma di professionista, Rashford continua a dedicare un'incredibile quantità di tempo a questa iniziativa e le piattaforme social gli permettono di sensibilizzare, interagire e arruolare ancora più organizzazioni per questa causa. Molto nobile, da parte sua, anche il tentativo di tenere un dialogo aperto con i suoi detrattori, perché Rashford è cosciente che si tratta di una piaga sociale importante e che tutti debbano lavorare per cercare di debellarla. Il giovane calciatore sta continuando a reclutare altre organizzazioni che possono avere un impatto considerevole con i loro contributi e tra questi ci sono club come Crystal Palace, Brighton & Hove Albion, Wycombe Wanderers e tanti altri, oltre a grandi catene e supermercati come Iceland Foods, Frankie & Benny’s, Co-op, Tesco, Deliveroo e Kellogg’s.

A luglio l’Università di Manchester ha conferito a Rashford un honorary doctorate “per la sua straordinaria campagna contro la povertà infantile” ed è diventato il più giovane a ottenere questo riconoscimento; mentre in autunno è stato nominato membro dell’Ordine dell’Impero Britannico (Member of the Order of the British Empire). Marcus Rashford è un modello di riferimento non solo per i ragazzini e per i tifosi dello United ma per tutte le persone di tutte le età, sesso, colore e credo che lavorano per migliorare la società in cui viviamo. A dispetto di chi vorrebbe calciatori, e atleti in generale, solo immersi nella loro realtà e mai aperti alle tematiche sociali, è molto positivo che si possa utilizzare la loro notorietà per attuare un cambiamento reale per questioni sociali e politiche che toccano la vita di tutti i giorni.

Rashford non ha dimenticato il suo passato e sebbene il governo abbia bocciato in Parlamento il fondo per le famiglie più disagiate, è riuscito a trovare lo stesso gli sponsor per portare avanti l’iniziativa. Mentre la politica del Regno Unito sembra non essere molto ferrata nella lotta ai diritti per le persone meno fortunate, la risposta i cittadini l’hanno trovato in questo ragazzo del 1997, che sta tirando fuori la parte migliore di una nazione che non sta vivendo il periodo migliore della sua storia. Marcus provando a far diventare "United" tutta l’Inghilterra in questa battaglia, e non solo il Manchester.