La partita più lunga del mondo. Sembra uno dei cuentos de fútbol, una storia frutto della fantasia. Invece, è tutto vero. E il fatto stesso che Juventus-Napoli si giochi (finalmente) dopo due rinvii, polemiche e battute a distanza, la battaglia dei ricorsi terminata con la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni, non è bastato a sgombrare del tutto il campo dai sospetti e dai veleni che hanno accompagnato la sfida.

"Noi rispettiamo i protocolli", le parole di Andrea Pirlo in conferenza stampa che s'è trincerato dietro questa frase/scudo anche a causa del fuoco amico che lo ha messo nel mirino. Ha recuperato Demiral in extremis (guarito dal Covid alla vigilia della partita con gli azzurri) ma deve ancora rinunciare a Bernardeschi e a Bonucci (entrambi positivi), avrà a disposizione anche i tre calciatori (McKennie, Arthur, Dybala) puniti per la festa in zona rossa a casa dell'americano e senza alcun rispetto delle prescrizioni anti-Covid.

La Juventus si gioca tanto: fuori dalla Champions League agli ottavi, fuori dalla lotta scudetto, le resta puntare a consolidare la propria posizione, difendere quel quarto posto divenuto vitale anche per le scelte future. I mancati incassi provocati dalla pandemia e dall'eliminazione in Coppa hanno assestato un brutto colpo al bilancio, ecco perché la qualificazione alla prossima fase a girone è divenuta fondamentale. Non è solo questione di prestigio.

Un tweet di Claudio Marchisio, ex bianconero, prova a smorzare i toni, a ricondurre tutto nell'alveo dell'evento agonistico. La palla passi al campo e basta, è in buona sostanza il concetto espresso dall'ex centrocampista della Juve e della Nazionale.

Di questa partita si è detto tanto, troppo – si legge nel messaggio condiviso sui social -. In maniera del tutto folle è diventata poi un fatto politico e culturale. Mi auguro che si torni a parlare solo di calcio. Sono certo che sarà un grande spettacolo. Tutto il resto sono solo chiacchiere.