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Mancini toglie ogni speranza a Mario Balotelli: “Per lui la Nazionale è un capitolo chiuso”

Il commissario tecnico torna sulla questione dei calciatori oriundi in Nazionale e la definisce una “polemica senza logica”. A chi è rimasto deluso dalle ultime convocazioni dice: “Non devono prenderla a male ma solo pensare a giocare e fare gol”.
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A cura di Maurizio De Santis
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Mancini ha risposto alla domanda su Balotelli in maniera molto chiara.
Mancini ha risposto alla domanda su Balotelli in maniera molto chiara.

"Avete mai provato a fare una lista di attaccanti italiani convocabili in Nazionale?". Basta questa frase a Roberto Mancini per spiegare lo strano effetto che fa trovarsi nella condizione di rastrellare ove possibile punte alle quali mettere addosso la maglia dell'Italia e, più ancora, che la buttino dentro.

Retegui è l'ultimo oriundo in ordine di tempo e, a giudicare dal debutto (due reti tra Inghilterra e Malta) nelle partite di qualificazione a Euro 2024 la scelta del commissario tecnico non è stata nemmeno improvvida. In assenza di Immobile (infortunato), è toccato a lui tirare la carretta là davanti e si è disimpegnato nel migliore dei modi possibili pur essendo stato gettato nella mischia per fare di necessità virtù.

Retegui ha segnato due gol in altrettanti match giocati con la Nazionale.
Retegui ha segnato due gol in altrettanti match giocati con la Nazionale.

Qualche mugugno c'è stato. Tra i calciatori di Serie A c'è chi (è stato il caso di Pinamonti) non ha nascosto delusione per le scelte dello staff. E anche le esclusioni di Zaccagni della Lazio in avanti e Mancini della Roma in difesa hanno fatto molto rumore. "La polemica sugli oriundi in Nazionale è senza logica – ha ammesso il ct nel corso di un evento commerciale legato alla Federazione per il rinnovo della partnership con Tim -. I giocatori non devono prenderla a male ma solo pensare a giocare e fare gol. Se li fanno e fanno bene noi li chiamiamo".

C'è ancora la possibilità di vedere Mario Balotelli in Azzurro? La replica di Mancini è chiara: la Nazionale per lui è un capitolo chiuso. "Sì, penso di sì – dice ‘Mancio' che poi spiega anche le ragioni della mancata chiamata sia di Mancini sia di Zaccagni – Li abbiamo fatti debuttare noi questo significa che crediamo in loro. Se un giocatore è bravo, lo chiamo".

Il ct, Mancini, a colloquio con l'attaccante italo-argentino.
Il ct, Mancini, a colloquio con l'attaccante italo-argentino.

L'Italia tornerà in campo a metà giugno in occasione della Final Four di Nations League: la data cerchiata in rosso è il 15 giugno a Eschede (in Olanda) dove in semifinale ci sarà la gara contro la Spagna. La vincente affronterà in finale Olanda oppure Croazia a Rotterdam (18 giugno). "Vogliamo portare il trofeo a casa – conclude Mancini -. Avremo un po' di tempo per prepararci al meglio. È una competizione importante, ci sono tutte squadre europee, noi siamo arrivati due volte alla fase finale e proveremo a vincerla".

L'ultima riflessione è questione anche di orgoglio e di una nota di merito. "Molti si dimenticano che in Nations League abbiamo passato un gruppo con Germania e Inghilterra, non era facile".

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