Lucas Perez truffato per 340mila euro con la tecnica del Rip Deal: gli hanno contato i soldi davanti

L'attaccante spagnolo Lucas Perez, attualmente in forza al Cadice e con un passato con le maglie di Arsenal e Deportivo La Coruna tra le altre, è stato truffato per 340mila euro con la tecnica del ‘Rip Deal'. Si tratta di un metodo criminale che non usa violenza, ma si basa sulla destrezza: consiste nella sostituzione del denaro vero – mostrato alla persona turlupinata per pagare il controvalore dei beni acquistati da lui – con soldi falsi.
Cosa è successo a Lucas Perez: un ‘pacco' da 340mila euro
Il 37enne calciatore galiziano si è rivolto alle forze dell'ordine spiegando di aver pubblicato un po' di tempo fa un annuncio per la vendita della propria auto e di alcuni oggetti di lusso di sua proprietà. Dopo aver scremato le risposte ricevute, Perez ha acconsentito alla vendita dei beni in questione, organizzando un incontro con le persone interessate per discutere i termini della transazione.
L'appuntamento è andato bene, con tanto di accordo sul pagamento da fare in contanti e un secondo incontro fissato per chiudere. Tutto è andato come concordato: durante il nuovo incontro è stato effettuato il pagamento pattuito e sono stati scambiati i beni venduti, tra cui figuravano una Lamborghini, quattro orologi di lusso, tre anelli d'oro e diamanti, e nove capi di abbigliamento. L'importo preciso che ha ricevuto (o credeva di aver ricevuto…) Perez è stato di 340mila euro, di cui 180mila per gli oggetti di valore e 160mila come acconto iniziale per il veicolo.

Il denaro è stato consegnato in contanti in una borsa e contato in presenza del calciatore utilizzando una macchina contabanconote. Nulla lasciava presagire a Perez che gli era stato fatto il classico ‘pacco. l'attaccante del Cadice se n'è reso conto solo quando è tornato a casa e ha scoperto che tutte le banconote consegnategli erano false, tranne tre sole banconote da 100 euro.
Come funziona la truffa del Rip Deal
La truffa, nota come ‘Rip Deal', funziona così: i malviventi rispondono a un annuncio di vendita di beni di lusso (auto, orologi, gioielli, etc), si mostrano molto interessati e propongono di pagare in contanti. Poi organizzano uno o più incontri, spesso in un albergo, mostrano al venditore una borsa piena di banconote vere e a volte le contano davanti alla vittima con una macchina contabanconote per guadagnare la sua fiducia.
Al momento della consegna effettiva del denaro, effettuano un rapido scambio della borsa o delle mazzette, sostituendo i soldi veri con banconote false di ottima qualità, oppure la borsa contiene soldi falsi fin dall'inizio, ma i truffatori fanno vedere alla vittima solo alcune banconote poste in cima o in una mazzetta campione (che è quello che molto probabilmente è successo nel caso di Perez). Una volta consegnata la merce da parte del venditore, spariscono e la vittima si accorge della truffa solo successivamente, quando scopre di aver ricevuto (quasi soltanto) soldi falsi.
Stavolta tuttavia è andata male ai malfattori: due uomini (un francese e un belga) sono stati fermati dalla Policia Nacional a Madrid. Durante l'arresto, sono stati trovati 50mila euro in contanti.