La partita di Udine per la Fiorentina non sarà mai come le altre. Dal 4 marzo 2018, quando il corpo di Davide Astori venne ritrovato senza vita nella camera d'albergo dopo la Viola alloggiava per il ritiro, tornare in Friuli è una stretta al cuore per il club, i tifosi, i familiari dell'ex capitano, per gli sportivi che ricordano i momenti drammatici di quella domenica. Il calcio italiano si fermò, il cuore dell'ex calciatore lo aveva fatto nella notte a causa di una patologia silenziosa (il killer degli sportivi, così viene chiamata in gergo la cardiomiopatia aritmogena diventricolare) non diagnosticata e per la quale oggi – alla luce di una quarta perizia sulla salma – il professor Giorgio Galanti è l'unico imputato nel processo sulla morte del giocatore.

Dal dolore per Astori alla paura per il contagio

La vicenda legale andrà avanti ancora per qualche mese ma nessun verdetto servirà a cambiare le cose. Nessuna sentenza restituirà "Asto" all'affetto dei suoi cari. E quando la Lega Calcio ha comunicato l'ennesimo rinvio del match tra bianconeri friulani e toscani è sembrato di recitare un copione surreale: è successa la stessa cosa due anni fa, dopo lo shock fortissimo per il decesso, e poi ancora l'anno scorso, quando il match con l'Atalanta che cadeva il 4 marzo venne anticipato di un giorno. È capitato anche oggi ma per ragioni che nulla c'entrano con il ricordo dell'ex capitano e, a giudicare da com'è stata gestita la situazione, sono quasi un'offesa alla sua memoria.

A Udine si gioca. Anzi, no. La trasferta surreale della Fiorentina

La Fiorentina s'è recata a Udine da venerdì nell'attesa di disputare un incontro che la Lega Calcio aveva autorizzato ma a porte chiuse nonostante le disposizioni del governatore della Regione che aveva dichiarato impossibile la disputa della partita a causa dell'emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione). Fischio d'inizio previsto per le 18 di oggi, sabato 28 febbraio, ma alle 12 cambia tutto: non si gioca a Udine come all'Allianz Stadium di Torino (Juventus-Inter), al Tardini (Parma-Spal), al Mapei Stadium (Sassuolo-Brescia) e a San Siro (Milan-Genoa). Tutti a casa, chi a torto e chi a ragione. Chi con la morte nel cuore.