Lo stadio del Besiktas è una bolgia, l’arbitro fischia la fine ma i calciatori continuano a giocare

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I calciatori di Besiktas e Crystal Palace non riescono a sentire niente in campo, travolti dalle urla e dal frastuono del tifo sugli spalti. L’arbitro fischia la fine ma nessuno se ne accorge.

Il primo tempo tra Besiktas e Crystal Palace è finito, ma qualcosa non va. Il gol di Ndidi aveva consentito alla squadra di Vincenzo Italiano di chiudere i primi 45 minuti della partita in vantaggio. L'arbitro, dopo tre minuti di recupero concessi fischia la fine per invitare le squadre a rientrare negli spogliatoi e usufruire dell'intervallo. Peccato però che il fischio del direttore di gara l'avessero sentito in pochi, anzi in pochissimi, e infatti la partita è andata avanti ancora per qualche secondo. L'arbitro è incredulo cerca di voltarsi lì dove in quel momento si stava giocando ancora la partita. Una zona di campo lontana dalla sua posizione.

Ha provato a richiamare ancora l'attenzione dei calciatori ma senza successo: il frastuono dello stadio copriva completamente il suo fischio a tal punto che i giocatori non potevano proprio sentirlo. Solo qualcuno ha guadagnato l'ingresso negli spogliatoi mettendo confusione tra il pubblico il quale vedeva la partita proseguire mentre altri andavano via. È l'effetto del temutissimo stadio di casa del Besiktas. Nulla a che vedere con i presunti altoparlanti denunciati dal Barcellona in Champions e che sarebbero stati usati nello stadio del Galatasaray per amplificare il suono del tifo di casa. Qui era un suono autentico, che arrivava proprio dalla voce del pubblico presente sugli spalti.

Quasi 10 anni fa proprio il Besiktas fu protagonista di una vicenda simile in Champions. Timo Werner, allora attaccante del Lipsia, destò curiosità: dopo appena mezzora della gara, il tecnico Hasenhüttl fu costretto a cambiarlo. "Ho chiesto dei tappi alla panchina, ma la situazione non è migliorata". Il tifo assordante della Vodafone Arena di Istanbul lo aveva messo ko tanto da costringerlo ad uscire dal campo e a chiudere la propria partita. Di certo il Besiktas fa proprio della spinta e del frastuono dei propri tifosi il proprio dodicesimo uomo, un'arma per contrastare gli avversari, soprattutto nelle coppe europeee.

Nessuno pensava però che si potesse arrivare a tal punto da non consentire ai calciatori in campo di percepire neppure il fischio dell'arbitro. Il segreto è anche nella struttura dello stadio. La straordinaria pressione acustica dell'impianto è il risultato di un perfetto connubio tra ingegneria architettonica e la cultura dei tifosi del Besiktas. L'architettura dello stadio è stata studiata appositamente per amplificare e trattenerne il suono tant'è che il tetto sospeso a cavi è rivestito in fluoropolimero, un materiale strutturale leggero e riflettente. Invece di assorbire le onde sonore, la copertura agisce come uno specchio acustico che rimbalza i cori e i fischi verso il terreno di gioco. Insomma, per gli avversari significa davvero giocare in un clima a dir poco rovente.

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