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27 Agosto 2021
20:07

Lo schiaffo di Ronaldo alla Juventus: il vero motivo per cui va via

L’addio di Cristiano Ronaldo alla Juventus (sbagliato nei tempi e nei modi) per tornare al Manchester United suona come uno schiaffo per il club bianconero dato che il vero motivo di questa scelta va ricercato nella competitività che la formazione bianconera, secondo il portoghese, non avrebbe più.
A cura di Michele Mazzeo
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Cristiano Ronaldo torna al Manchester United lasciando la Juventus dopo tre anni, prima della scadenza del suo contratto fissata nel 2022. L'avventura in bianconero del cinque volte Pallone d'Oro si è conclusa anticipatamente e il bilancio non è così positivo come ci si aspettava al momento del suo approdo a Torino. A livello personale il suo score anche con la maglia dei piemontesi è stato di alto livello (101 gol e 22 assist in 134 gare giocate) ma i risultati ottenuti dalla compagine del presidente Agnelli nello stesso periodo non sono stati quelli sperati, anzi in realtà anche al di sotto di quelli precedenti all'arrivo del fenomeno di Madeira. Ed è proprio qui che va ricercato il vero motivo dell'addio di CR7.

Cristiano Ronaldo nel 2018 decide di lasciare il Real Madrid con cui ha vinto tutto e sposare il progetto Juventus per due motivi. Uno strettamente venale: la tassazione italiana era nettamente favorevole a quella spagnola in quel momento. L'altro legato all'unica cosa che ad un campione del calibro del portoghese può interessare: la competitività (si legga possibilità di continuare a vincere). Già perché CR7 arriva alla Juve nell'estate del 2018 con i bianconeri che avevano fatto una finale di Champions League (nel 2017) e avevano quasi rimontato il Real Madrid al Bernabeu dopo lo 0-3 dello Stadium nell'edizione successiva. Nel momento in cui il campionissimo decide di lasciare la Spagna dunque sceglie una squadra che in quel momento appare super-competitiva e che quindi gli permette di continuare ad ambire ai massimi traguardi.

Così però non è. La Juventus di Cristiano Ronaldo, per un motivo o per un altro, non riesce mai ad arrivare fino in fondo in Champions League: il primo anno con Massimiliano Allegri in panchina va fuori ai quarti di finale contro la sorprendente Ajax, il secondo con Maurizio Sarri si esce addirittura agli ottavi contro il modesto Lione e il terzo con Andrea Pirlo è invece il Porto a far fuori i bianconeri nel primo turno ad eliminazione diretta della manifestazione. Gradualmente dunque il portoghese perde fiducia nella bontà del progetto ed è proprio dopo la clamorosa eliminazione per mano del Porto (in un anno in cui i piemontesi faticano anche in Serie A) che si rende effettivamente conto che le sue ambizioni e quelle del club non coincidono più.

L'immobilismo sul mercato e il ritorno in panchina di Massimiliano Allegri (non gradito da CR7) sono state infine le classiche gocce che hanno fatto traboccare un vaso già stracolmo. Da qui la decisione di lasciare Torino per un progetto che gli garantisse di tornare ad ambire ai massimi livelli, di avere dunque quella competitività che, secondo il suo parere, la Juventus non avrebbe più. Questo dunque il motivo per il quale Cristiano Ronaldo ha lasciato i bianconeri per andare al Manchester United. Motivo comprensibile a 36 anni. Meno comprensibili invece le modalità dell'addio con tante smentite e una richiesta ufficiale alla società fatta solo nell'ultima settimana di mercato, così da complicare i piani della Vecchia Signora. Uno schiaffo insomma che un club che ha investito così tanto su di te (31 milioni di euro all'anno netti per 3 anni più i quasi 120 milioni spesi per portarlo a Torino) forse non meritava.

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