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Mondiali di calcio 2026

L’Iran risponde a Infantino e alla FIFA sulla presenza ai Mondiali 2026: resta aperta l’ipotesi rinuncia

L’Iran non scioglie i dubbi sulla partecipazione ai Mondiali 2026: pesa il nodo sicurezza negli USA. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, è sicuro ma il governo iraniano non ha scartato l’ipotesi di rinuncia.
A cura di Vito Lamorte
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Il governo iraniano è tornato a fare il punto sulla possibile partecipazione ai Mondiali del 2026, dopo le dichiarazioni del presidente della FIFA Gianni Infantino, che aveva assicurato: "La nazionale iraniana parteciperà sicuramente". Nonostante il torneo sia ormai imminente — con il via tra poco più di cinquanta giorni e tutte le 48 squadre già definite — la presenza dell’Iran resta in dubbio a causa delle tensioni geopolitiche tra Teheran, gli Stati Uniti e Israele.

Negli ultimi mesi, diverse figure istituzionali sono intervenute sul tema. Tra queste anche Donald Trump, che aveva dichiarato che l’Iran sarebbe “il benvenuto” alla competizione, pur suggerendo di restare a casa “per la propria vita e sicurezza”.

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Nel frattempo, la federazione iraniana ha chiesto di disputare le partite in Messico — uno dei paesi ospitanti insieme a Stati Uniti e Canada — dato che il calendario attuale prevede tutte le gare del girone negli USA, contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Tuttavia, la proposta è stata respinta dalla FIFA, come confermato dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum.

Iran replica a Infantino sui Mondiali 2026: resta in piedi l’ipotesi rinuncia

Intervenendo al forum ‘Invest in America' organizzato dalla CNBC, Infantino ha ribadito la sua posizione: "La squadra iraniana verrà sicuramente, sì". Il numero uno del calcio mondiale ha poi aggiunto: "Speriamo che per allora, ovviamente, la situazione si sia stabilizzata. Come ho detto, questo sarebbe sicuramente d'aiuto. Ma l'Iran deve venire. Certo, rappresentano il loro popolo. Si sono qualificati. I giocatori vogliono giocare". E ancora: "Desiderano davvero giocare, ed è giusto che giochino. Lo sport dovrebbe essere fuori dalla politica, ormai".

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Di tono più prudente le parole del ministro dello Sport Ahmad Donyamali, che ha fornito un aggiornamento ufficiale: "Abbiamo discusso della nazionale stessa, delle condizioni della nazionale e abbiamo anche formato un comitato. Oggi abbiamo anche un incontro nell'ambito di questa discussione e stiamo adempiendo al nostro dovere legale. Dobbiamo essere preparati. In ogni caso, potrebbe essere deciso di non andare. E se si decidesse di andare, dovremmo comunque essere preparati, in modo che la nostra presenza, se ci sarà, sia una presenza forte. Ma ribadisco che, in questo ambito, il processo decisionale si basa sulle condizioni attuali, con il governo e probabilmente il Consiglio di Sicurezza Nazionale".

Con la maggior parte delle partite previste negli Stati Uniti, il nodo sicurezza resta centrale. L’Iran, già presente in sei edizioni della Coppa del Mondo — l’ultima in Qatar nel 2022 — deve ora sciogliere definitivamente le riserve sulla partecipazione.

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