Finanziariamente ed economicamente parlando la solidità dell'Inter non è in discussione. Così ha provato a spiegare la famiglia Zhang attorno all'ultimo gossip che si era sparso nei giorni scorsi, poi smentito ufficialmente, e che oggi ha conferma in una mossa finanziaria ben precisa, con un accordo tra Suning e il Gruppo Alibaba che coinvolge direttamente anche l'Inter. Perché il 4 dicembre, come ricostruito dal Corsera, il proprietario dell’Inter Jindong Zhang, 57 anni, e il figlio Steven, presidente in carica della società nerazzurra hanno sottoscritto un accordo economico, dando in garanzia le proprietà di famiglia a una società del gruppo Alibaba per scopi commerciali.

Tra le proprietà in possesso spicca anche l'Inter, mentre non è rientrata nell'affare la Suning.com altra holding di famiglia che è rimasta esclusa dall'accordo. Ancora dubbi, dunque, sono sorti sulla solidità della famiglia Zhang attorno al club nerazzurro con nuove voci su possibili cessioni, in parte o complete delle azioni interiste. Tanto che la famiglia Zhang ha dovuto spiegare ancora una volta che questa trattativa, già andata a buon fine nei giorni scorsi, non riguarda il futuro del club ma semplicemente un accordo normale tra aziende.

L'Inter formalmente è andata ‘in pegno' al gruppo Alibaba, il che per i profani rischia di tramutarsi in una vera e propria cessione del club a terzi. Ma il gruppo Suning ha voluto precisare la questione sottolineando le future conseguenze – minime – sulla proprietà nerazzurra: "Il pegno azionario è un normale accordo d’affari che non ha alcun impatto sullo sviluppo commerciale e sulla consueta attività". Dunque, il controllo – non la proprietà – del club nerazzurro passa al momento in mano del Gruppo Alibaba, fondato da Jack Ma, recentemente entrato in forte diverbio con il Governo di Pechino.